
Il 23 e 24 settembre produttori, trasformatori e operatori della filiera si ritrovano per due giorni di business e confronto. Tra i punti centrali dell’edizione, il potenziamento dell’incoming estero e il programma di masterclass di World Cheese Capital.
La quarta edizione di B2Cheese, l’unica manifestazione internazionale B2B in Italia interamente dedicata alla filiera lattiero-casearia, si terrà il 23 e 24 settembre alla Fiera di Bergamo. Due giornate riservate agli operatori del settore, durante le quali produttori, stagionatori e consorzi incontreranno il mercato: negozianti, distributori, buyer italiani e internazionali.
Buyer esteri e incontri sempre più qualificati
Per il 2026 la manifestazione accelera sul fronte internazionale, con un programma di incoming buyer potenziato, proprio e in collaborazione con ITA e una rete in espansione verso nuovi mercati. L’obiettivo è ampliare e qualificare la presenza di operatori esteri interessati a sviluppare relazioni commerciali con gli espositori, favorendo incontri mirati tra domanda internazionale e offerta lattiero-casearia italiana.
In questo percorso si inserisce la collaborazione con Michaël Belissa, maître artisan fromager francese e ambasciatore internazionale di B2Cheese. Il suo contributo riguarda proprio l’estensione della rete di buyer e professionisti del settore, facendo leva su relazioni costruite nei principali contesti caseari europei e internazionali. Un investimento strategico in una fase nella quale export, posizionamento e accesso a nuovi interlocutori sono sempre più determinanti per la competitività delle imprese.
World Cheese Capital: le competenze dopo il caseificio
Accanto al rafforzamento dell’incoming, B2Cheese amplia anche il programma professionale con World Cheese Capital, uno dei progetti centrali dell’edizione 2026. A Bergamo arriveranno cheesemonger, maître fromager, affinatori, produttori e professionisti premiati nei principali concorsi internazionali per mettere a confronto metodi, culture professionali e modi diversi di selezionare, curare, presentare e raccontare il formaggio.
È un passaggio interessante anche per chi si occupa degli aspetti tecnici della produzione. La qualità costruita in caseificio continua infatti a evolvere e diventa argomento nelle fasi successive: stagionatura, affinamento, conservazione, servizio e presentazione possono esprimere pienamente le caratteristiche del prodotto oppure comprometterle.
Le sessioni nella World Cheese Capital Arena saranno organizzate come momenti professionali, con dimostrazioni e degustazioni guidate per osservare come le diverse scelte incidano sulla qualità, sulla conservazione, sul servizio e sul valore percepito.
Dalla valutazione sensoriale all’affinamento
La prima giornata si aprirà con “Dentro l’Academy of Cheese: il metodo che uniforma la degustazione nel mondo”, condotta da Tracey Colley e Rachel Holding con Hanna Lee e Daniel Iliev. Al centro, un sistema condiviso per descrivere e valutare il formaggio, utile al confronto tra produttori, tecnici, buyer e operatori commerciali.
Il rapporto tra materia prima, territorio e risultato sensoriale sarà affrontato anche attraverso i formaggi gallesi. Owen Davies e Lily Morris proporranno un percorso tra terre selvagge e latte biologico, mentre Oksana Chernova porterà l’attenzione sul patrimonio caseario ucraino, sulle tecniche produttive e sulle stagionature meno conosciute.
Due appuntamenti entreranno nel cuore dell’affinamento. Perry Wakeman racconterà come un Cheddar possa “diventare oro” attraverso stagionature estreme; Michel Fouchereau ed Emma Young affronteranno “l’arte invisibile dell’affinamento”. Il latte di capra sarà al centro della masterclass di Delphine Georgelet, dalla produzione alla gestione e alla valorizzazione commerciale. Chiuderanno la giornata Marine Thiébault e Bérenger Bottagisi, con un incontro sulla composizione del plateau.

Tecnica, professionalità e relazione con il mercato
Il 24 settembre il programma si concentrerà sull’evoluzione dei mestieri e sulle competenze necessarie per portare il formaggio al cliente. Emilia D’Albero e Tommy Amorim discuteranno di come sta cambiando la professione del formaggiaio e della necessità di aggiornare conoscenze e strumenti mentre Marco Zacchello e Roberto Guermandi entreranno “nella mente del grande formaggiaio”. Lucie Dombre e Laurent Dubois affronteranno cru, pastoralismo e mercato attraverso i pecorini d’autore. Virginie Dubois-Dhorne lavorerà sulla valorizzazione del formaggio attraverso la creazione casearia.
Anche il servizio sarà osservato come una competenza specifica. Romain Le Gal dedicherà il proprio incontro al carrello dei formaggi, dalla gestione e cura agli utilizzi e ai vantaggi per la ristorazione. Alexis Thiebaut e Michaël Belissa analizzeranno storytelling, social media e nuova domanda del consumatore, mentre Bartosz Wilczyński lavorerà sulla capacità di comunicare il formaggio in novanta secondi. Temi commerciali, ma tutt’altro che estranei alla tecnica: per raccontare un prodotto complesso senza banalizzarlo occorre prima comprenderne con precisione origine, processo e caratteristiche.
Dal 23 al 27 settembre
World Cheese Capital accompagnerà B2Cheese nelle due giornate di fiera e proseguirà fino al 27 settembre, con attività e appuntamenti anche in città. La scelta di Bergamo è coerente con il progetto: la provincia conta nove formaggi DOP e fa parte, con le sue Cheese Valleys, del territorio riconosciuto dall’UNESCO attraverso Bergamo Città Creativa per la Gastronomia.
B2Cheese 2026 unisce così due dimensioni strettamente legate: il luogo in cui imprese e operatori costruiscono relazioni commerciali e quello in cui le competenze sul formaggio vengono messe a confronto, dal processo produttivo fino alla presentazione sul mercato.
Informazioni: www.b2cheese.org


