Accordo per dimezzare lo spreco di cibo in Gran Bretagna

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Più di 100 tra maggiori attori del settore alimentare, inclusi i principali retailer del Regno Unito, hanno firmato un impegno per ridurre gli sprechi alimentari su incitamento del governo.

L’accordo prevede di mettere in atto azioni concrete per contribuire a dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030 e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema attraverso una specifica campagna della durata di una settimana.

A inizio anno il governo di sua maestà ha varato uno schema da 15 milioni di sterline per affrontare il tema dello spreco alimentare nel quadro della Strategia su risorse e rifiuti che stabilisce come il governo divulgherà annualmente uno studio sullo stato delle eccedenze alimentari e dei rifiuti prodotti dalle aziende alimentari.

Alcuni numeri

Attualmente nel Regno Unito ogni anno si buttano circa 10,2 milioni di tonnellate di cibo e bevande, per un valore di circa 20 miliardi di sterline. Si stima che i consumatori britannici spendano ogni anno 15 miliardi di sterline per cibo che potrebbe essere stato mangiato ma che finisce in pattumiera (500 sterline l’anno per una famiglia media).

Dei 10,2 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari prodotti ogni anno nel Regno Unito, 1,8 milioni di tonnellate provengono dalla produzione di alimenti, 1 milione dal settore dell’ospitalità, 260.000 dalla vendita al dettaglio, mentre la quota rimanente dalle pratiche famigliari.

Il WRAP stima potrebbero essere ridistribuite 190.000 tonnellate di eccedenze alimentari provenienti dai settori della vendita al dettaglio e della produzione alimentare. Una parte delle eccedenze è difficile da utilizzare, costosa in quanto dovrebbe essere rielaborata o riconfezionata e un’altra parte addirittura non commestibile. Si stima che circa 100.000 tonnellate siano accessibili e commestibili, mentre le restanti sono più difficili da ricollocare.

Le azioni

Questi gli impegni richiesti ai partecipanti:

-fissare un obiettivo ambizioso per contribuire a dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030, in linea con l’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite 12.3, aggiornare sui progressi raggiunti e dare priorità all’azione. I produttori alimentari che aderiranno al progetto (la metà delle 250 maggiori aziende lo hanno già fatto) dovranno comunicare e limitare i rifiuti alimentari entro il 2019.

-partecipare attivamente alla campagna di sensibilizzazione prevista a novembre 2019 per evidenziare i cambiamenti che ognuno può fare.

-impegnarsi in prima persona per coinvolgere e incoraggiare i cittadini, incluse le nuove generazioni

-cambiare le proprie abitudini personali per diventare un “campione del valore alimentare” sul luogo di lavoro e a casa, comprando solo ciò di cui si ha bisogno e mangiando ciò si acquista.

 

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