Un breve excursus sulle agevolazioni pubbliche per finanziare progetti di investimento

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Molte imprese lattiero-casearie, soprattutto di piccole e di medie dimensioni registrano spesso problemi di accesso alle agevolazioni pubbliche per finanziare progetti di investimento in attivi materiali e immateriali.

La variabile critica è la disponibilità di informazioni tempestive, pertinenti e mirate, dalle quali partire per avviare le procedure e presentare la domanda di finanziamento. Un altro problema con il quale ci si deve purtroppo confrontare è il rapporto con l’amministrazione e la burocrazia che non è sempre immediato, diretto, trasparente e proficuo.

Per questo secondo ostacolo i rimedi consistono essenzialmente nel rivolgersi a bravi consulenti che sanno come districarsi nei meandri degli uffici pubblici coinvolti e conoscono bene in quale modo impostare e presentare la documentazione necessaria e, soprattutto, mantenere i contatti giusti.

Per quanto riguarda le informazioni sui regimi di aiuto, si prova di seguito a dare qualche indicazione di massima che potrebbe risultare utile per una prima ricognizione interna all’impresa e per farsi un’idea che poi è utile nella fase operativa.

“Nuove imprese a tasso zero” di Invitalia

Un primo regime di aiuto disponibile alle imprese di trasformazione del settore latte e derivati è gestito da Invitalia e si chiama “Nuove imprese a tasso zero”.

Invitalia è l’Agenzia di proprietà del ministero dell’Economia e ha il compito di gestire tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita delle nuove imprese, le start up innovative e, in generale, finanzia progetti imprenditoriali grandi e piccoli.

“Nuove imprese a tasso zero” ha l’obiettivo di sostenere, in tutta Italia, la creazione di micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età. Prevede il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro e può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili. Per il 25% residuo, si richiede il cofinanziamento da parte dell’impresa, con risorse proprie o mediante finanziamenti bancari.

Per le imprese ammesse al finanziamento è previsto un rimborso agevolato che parte dal momento del completamento del piano di investimenti, da realizzare entro 24 mesi dalla firma del contratto. La durata massima del piano di rimborso è di 8 anni con pagamento di due rate semestrali posticipate.

Le misure gestite da Ismea

Un secondo regime di aiuto è gestito Ismea, la quale svolge le stesse funzioni di Invitalia, ma si rivolge specificatamente all’agricoltura e all’agro-industria. La misura per l’industria si chiama “interventi agro-industriali a tasso agevolato”; in precedenza gestito da ISA e ora modificato nel funzionamento e affidato per l’appunto a Ismea.

L’agevolazione consiste nella concessione di un aiuto sottoforma di mutuo a tasso agevolato della durata massima di 15 anni, con 5 di preammortamento e un tasso che non può essere inferiore allo 0,5%. Possono essere ammessi al finanziamento agevolato i progetti con un ammontare di spese ammissibili compreso tra 2 milioni e 20 milioni di euro. Gli aiuti possono essere cumulati con altri regimi nazionali, anche sottoforma di de minimis e con i pagamenti a valere del Psr, nella misura in cui tali aiuti riguardino costi ammissibili diversi.

Le domande di ammissione vanno presentate a Ismea. Segue una fase di istruttoria e, in caso di esito positivo, la delibera di ammissione. Per l’attivazione del regime agevolato è necessario attendere che Ismea ottenga dal MiPaaf il via libera allo schema di istruzioni applicative, con il quale definisce le modalità di presentazione delle domande e le procedure di concessione e di liquidazione dei finanziamenti agevolati.

Sempre Ismea gestisce “interventi agro-industriali a condizioni di mercato”, in tal caso l’istituto opera esclusivamente come socio di minoranza sottoscrivendo aumenti di capitale ovvero prestiti obbligazionari o strumenti finanziari partecipativi.

Ci sono infine i PSR regionali, con particolare riferimento alla misura 4.2 rivolta alle singole imprese di trasformazione che desiderano attuare un progetto di investimento anche con l’approccio di filiera, o anche tramite l’utilizzo della misura 16 sulla cooperazione tra più imprese.

Quest’ultima misura finanzia anche i partenariati europei per l’innovazione (PEI AGRI) che sono alleanze progettuali tra più soggetti al fine di realizzare iniziative per affrontare problemi e cogliere opportunità mediante il ricorso all’innovazione e al sistema della conoscenza.

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