Agli italiani over55 piace il Pecorino Romano

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In questi giorni il Consorzio del Pecorino Romano sta discutendo il piano produttivo 2019-2022. Nell’occasione, l’ente ha presentato alcuni dati, incluso l’andamento dei consumi di formaggi di pecora (elaborazioni ISMEA su dati Nielsen) che riportiamo.

Dopo l’ottimo 2017, lo scorso anno i formaggi pecorini hanno registrato un calo a volume del 5% su base annua, attestandosi a 17.908 tonnellate (fonte: Consorzio di Tutela del Formaggio Pecorino Romano DOP su dati Nielsen RMS). Per il Pecorino Romano poi la flessione a volume, che si è attestata al 7%, ha riguardato tanto il prodotto a peso sia variabile (-7,2%) quanto quello a peso fisso (-4,9%). Invece, i consumi a valore sono rimasti sostanzialmente stabili nel 2018. Su ciò ha influito l’aumento dei prezzi medi di vendita, passati da 11,51 euro/kg del 2017 a 12,42 euro/kg del 2018 (+7,9% complessivamente). Pertanto, le vendite in valore sono apparse sostanzialmente stazionarie.

La flessione delle vendite di Pecorino Romano DOP è stata registrata in tutti i canali monitorati della distribuzione moderna, ma è stata particolarmente intensa tra i super piccoli + liberi servizi (-8,6%), la cui quota di mercato nel 2018 è scesa al 55% in volume e al 53% in valore. In calo del 5,5% le vendite in volume presso gli iper e del 4,6% presso i super grandi.

Nel 2018, la quota di mercato del Pecorino Romano DOP è risultata pari al 18,1% in volume e al 15,9% in valore sul totale pecorino (nello stesso periodo del 2017, 18,5% in volume e 15,6% in valore). Il consumatore tipo di Pecorino Romano DOP risiede prevalentemente nel Centrosud. Questo il suo identikit: famiglie di due persone, con responsabile degli acquisti over 55 anni, con una forte prevalenza degli oltre 64 anni.

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