Arla Foods: criteri interni più stringenti per la produzione biologica

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Forte di una posizione affermata nel mercato dairy biologico europeo e ambendo alla democratizzazione del biologico, Arla intende sia aumentare i propri sforzi per creare una categoria proiettata al futuro sia guidare la crescita con un’offerta differenziata, moderna e semplice agli occhi dei consumatori.

Per questo la coop ha introdotto 11 nuovi criteri afferenti a quattro aree (impatto climatico, biodiversità, ambiente e benessere degli animali) per andare incontro ai consumatori biologici interessati a capire l’etica della produzione alimentare.

Da quest’anno, pertanto gli oltre 900 membri della cooperativa lattiero-casearia impegnati nel biologico autovaluteranno e registreranno le attività in favore della biodiversità messe in campo su base annuale. Raccoglieranno poi campioni di suolo, che saranno analizzati da un laboratorio terzo per il monitoraggio del carbonio nel suolo. Inoltre, gli allevatori biologici si faranno promotori di attività per la salute del suolo e la biodiversità e avranno accesso a informazioni su come misurare e gestire i miglioramenti. Dal 2022, valuteranno anche indicatori di salute del suolo quali la facilità di vangatura e il conteggio dei lombrichi.

Per quanto riguarda l’impatto climatico, gli agricoltori biologici di Arla intendono anticipare di due anni (dal 2030 al 2028) l’obiettivo di riduzione del 30% di CO2eq e si convertiranno anche al 100% di elettricità verde. Quanto al benessere animali, per esempio gli allevatori biologici aumenteranno da 120 a 150 il numero minimo di giorni di permanenza delle bovine al pascolo.

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