Brexit: un problema per il settore caseario di Sua Maestà

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Fotolia_18863677_LDal cheddar tradizionale al Somerset brie: questi alcuni dei formaggi esportati da UK nel mercato comunitario nel 2015 per un valore commerciale di 330 milioni di sterline. A volume dal 2010 il rialzo sarebbe stato dell’8%, secondo fonti goernative. Inoltre, sulla base di recenti statistiche, il continente europeo avrebbe assorbito quasi tre quarti delle esportazioni casearie made in UK, confermandosi sbocco di primaria importanza. A testimonianza del crescente consenso che il cacio di Sua Maestà starebbe guadagnando in tutta l’UE, la sola Francia poi avrebbe acquistato formaggio britannico per 59 milioni di sterline contro i 45,6 milioni di sterline degli Stati Uniti, nonostante la superiorità numerica della popolazione statunitense (5 volte maggiore). E che dire poi dell’Irlanda? L’export britannico verso l’Isola è stato di 74,7 milioni di sterline, più delle esportazioni verso Stati Uniti, Canada, Emirati Arabi Uniti, Sud Africa, Australia e Cina messi insieme. Insomma per il mercato caseario made in UK l’uscita della Gran Bretagna dall’UE sarebbe una sciagura. In caso di Brexit, infatti, i produttori caseari UK dovrebbero pagare alte tariffe (fino al 30 per cento) per vendere i loro prodotti in Europa, con un aggravio annuale dei costi di circa 169 milioni di sterline.

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