Etichettatura d’origine: l’Italia scrive all’UE

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I ministri Teresa Bellanova e Stefano Patuanelli hanno scritto ai commissari Ue alla salute, Stella Kyriakides, e all’agricoltura, Janusz Wojciechowski per richiamare l’attenzione dell’esecutivo comunitario sull’importanza della trasparenza delle informazioni riportate in etichetta. Tema, questo, al centro di sperimentazioni dell’obbligo di etichettatura per diverse tipologie di prodotti in alcuni Stati membri come Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Lituania, Romania, Finlandia.

“In passato – si legge nella lettera – si è scelto di prendere decisioni in tema di etichettatura solo in conseguenza di gravi scandali alimentari. Abbiamo informazioni complete sulle carni, perché c’è stata la BSE. Non crediamo sia giusto aspettare un nuovo scandalo, ma che si possa agire con coraggio nel senso richiesto dai cittadini in tutta Europa. Per questo riteniamo che il regolamento UE 775/2018, destinato ad entrare in vigore il 1° aprile, non dia risposte sufficienti”.

L’Italia chiede quindi che sia esteso l’obbligo di origine delle materie prime in etichetta a tutti gli alimenti, a partire da una scelta rapida sui prodotti sui quali si è già sperimentato in questi anni come latte, formaggi, carni trasformate, pasta, riso, derivati pomodoro. In quest’ottica i ministri hanno notificato a Bruxelles la proroga fino al 31 dicembre 2021 del decreto su latte e formaggi e sono pronti ad avanzare sulla proroga degli altri decreti nazionali con la stessa scadenza.

“Siamo convinti che si debba avanzare su questo fronte – proseguono nella lettera i ministri – dando anche risposta all’iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto oltre 1,1 milioni di firme in 7 Stati membri e che chiede di estendere l’obbligo di indicazione della materia prima in tutti gli alimenti. Appoggiamo con convinzione questa posizione e riteniamo che nella strategia “Farm to Fork” questo debba essere un tema centrale”.

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