Il bilancio di Forme 2019

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L’evento ha attirato a più di 50.000 visitatori complessivi tra fiera, Città Alta e Spazio FaSE per FuoriForme, coinvolti in un ricco programma di incontri, workshop, mostre, degustazioni guidate, assaggi e convegni.

I formaggi occupano la città

Durante i giorni della kermesse gli appuntamenti con il gusto sono stati presi d’assalto dal pubblico: al Cheese Festival in fiera praticamente impossibile trovare un posto libero nei Cheese Lab firmati ONAF e nei Cheese Tour, i viaggi all’interno del ring alla scoperta dei formaggi in competizione ai World Cheese Awards, e migliaia le visite al Cheese Market per degustare e acquistare le eccellenze casearie internazionali. 20 le tonnellate di formaggi venduti e 6 quelle offerte in assaggio, a cui si aggiungono quelle del villaggio delle Cheese Valleys in Città Alta con i Formaggi Prìncipi delle Orobie e di FuoriFORME allo Spazio Fase, che portano il totale a circa 35.000 chili di formaggio venduto e degustato. In Città Alta invece è stata molto apprezzata la mostra mercato The Cheese Valleys, con le eccellenze casearie delle province di Bergamo, Lecco e Sondrio, e l’esposizione “And the winner is…” con i 32 formaggi vincitori dei WCA delle passate edizioni con un ospite d’eccezione, il Montébore, il formaggio amato da Leonardo da Vinci.

Positivo il debutto di B2Cheese

Il lusinghiero bilancio di quest’anno è dato anche dalla grande affluenza di buyer e operatori specializzati, circa 2.500, che hanno partecipato giovedì e venerdì a B2Cheese, il primo appuntamento interamente dedicato ai professionisti del settore lattiero-casearia, con più di 40 nazionalità presenti tra cui Giappone, Canada, Brasile e Australia. Tra gli espositori, aziende di tutta Italia, produttori, stagionatori, distributori, imprese specializzate in tecnologia e logistica, unite dall’obiettivo comune di fare sistema e creare business. Alle attività espositive e di business si è anche aggiunto il concorso “Formaggi d’aMARE”, che ha premiato il ristorante e lo chef che hanno saputo creare il miglior connubio tra pesce e formaggio.

World Cheese Awards: domina un erborinato americano

Tutto il formaggio del mondo in una città candidata come Città Creativa dell’UNESCO per la Gastronomia.  Bergamo infatti è stata il palcoscenico del primo appuntamento italiano dei World Cheese Awards, competizione mondiale che ha visto sfidarsi il meglio dell’arte casearia internazionale. L’edizione 2019 ha battuto tutti i record, con 3.804 formaggi in gara, provenienti da 42 Paesi di 6 continenti e 260 giudici di 35 nazionalità diverse. Al rush finale a pari merito con 100 punti due grandi formaggi si sono contesi il titolo di campione del mondo: lo statunitense Blue Cheese Rouge River Blue, erborinato biologico prodotto dal caseificio Rouge Creamery contro l’italiano Parmigiano Reggiano 24 mesi della Latteria Sociale Santo Stefano di Basilicagoiano della provincia parmense, che si è visto soffiare il titolo per mano di Nigel Barden, presidente della giuria, costretto a decidere chi tra le due eccellenze meritasse maggiormente il premio.

La spedizione italiana al WCA

Oltre al Parmigiano Reggiano, altre due eccellenze italiane si sono classificate tra i primi 16 SuperGold: il formaggio Quintano della Caseificio Via Lattea posizionato al 6° posto con i meritatissimi 88 punti e il Gubet dell’Azienda Agricola Casale Roccolo, con 73 punti e la 15° piazza. Il medagliere che l’Italia conquista nella 32° edizione dei WCA non è da meno e colloca la nostra produzione ai primi posti a livello mondiale: tra gli 845 formaggi italiani in gara infatti, ben 351 si sono aggiudicati una medaglia, di cui 15 SuperGold, 81 Gold, 110 Silver e 145 Bronze. Seguono gli Stati Uniti con 131 premi, la Gran Bretagna con 127, la Svizzera (85) e l’Austria (84).

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