Il comparto lattiero lombardo spera nel 2021

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Dall’analisi congiunturale sull’agricoltura lombarda relativa al 2° semestre 2020 redatta da Unioncamere Lombardia emergono prospettive che lasciano ben sperare per il 2021 sulla scia del positivo trend di vendita dei formaggi (freschi e duri) presso la GDO. L’aumento della domanda europea di formaggi potrebbe essere un’onda positiva da seguire anche al termine dell’emergenza sanitaria, in modo da stabilizzare tali nuove esportazioni, affiancandole in futuro, anche all’export verso l’horeca estera (Panel Unioncamere Lombardia).

In seguito al crollo dei prezzi del primo semestre dovuto all’emergenza sanitaria che aveva fatto diminuire la domanda con una contemporanea crescita dell’offerta, specialmente di latte fresco, il terzo trimestre 2020 ha avuto una timida ripresa per la riapertura del canale horeca e un aumento della domanda estera interna all’Unione Europea (Panel Unioncamere Lombardia). Il quarto trimestre, con la nuova chiusura del canale horeca, ha messo ancora alla prova il settore lattiero, in particolare per quanto riguarda il prezzo del latte fresco. Inoltre, secondo Ismea, un primo semestre particolarmente negativo ha indotto in settembre la ricontrattazione delle forniture all’industria, con un livello di partenza per il prezzo del latte crudo a 36,5 cent/l, per scendere al mese di dicembre a 35 cent/l. Questo a causa del rialzo dell’offerta e, di conseguenza, delle consegne ai caseifici da una parte (panel Unioncamere Lombardia), e il riversamento sul mercato del prodotto non caseificato dall’altra, che ha fatto abbassare le quotazioni di latte spot anche in maniera drastica (-22% su base tendenziale in settembre sulla piazza di Lodi, dati Ismea).

Il terzo e il quarto trimestre sono stati caratterizzati da una contrazione nella produzione di forme di Grana Padano sul 2020, a parte per il mese di luglio caratterizzato da un incremento del 6,4%.

Per quanto riguarda la produzione di Parmigiano Reggiano è invece rimasta superiore a quella 2019 per tutti i mesi dell’anno.

Continuano a diminuire nel terzo trimestre le esportazioni in valore (-16.5%) e in quantità (-2.1%) di Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Il rallentamento delle esportazioni è stato causato dalle difficoltà logistiche e dal protrarsi della situazione emergenziale con restrizioni e chiusure della ristorazione estera, canale di sbocco prioritario per i formaggi italiani.

In diminuzione, infine, tanto il latte quanto i formaggi importati (-10% in volume e valore secondo dati Ismea, 2020), anch’essi utilizzati prevalentemente nel canale service, quindi meno commercializzati in periodo pandemico.

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