Il primo bilancio di sostenibilità di Dalterfood Group

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Il primo bilancio di sostenibilità di DalterFood Group è frutto di un’analisi interna i cui esiti sono stati messi nero su bianco per poter essere condivisi nella massima trasparenza.

Si articola in sette i capitoli e darà avvio a un impegno annuale, corposo ma stimolante, nell’ottica del miglioramento continuo.

L’attenzione alla sostenibilità, economica, ambientale e sociale è da sempre nel nostro DNA e la pubblicazione del nostro primo bilancio di sostenibilità rappresenta un momento chiave del percorso di evoluzione aziendale: vogliamo che la nostra crescita sia sempre più sostenibile, creando valore nel lungo periodo per noi, per i nostri collaboratori, per i nostri partner e per la nostra societàAndrea Guidi, direttore generale DalterFood Group

 

Il bilancio di sostenibilità di DalterFood Group è stato redatto con l’aiuto di consulenti secondo gli standard GRI e tutti gli stakeholders dell’azienda sono stati coinvolti. Si apre con la dichiarazione degli obiettivi più ambiziosi ispirati all’Agenda Onu 2030.

Tante le attività funzionali tra cui, per esempio: l’adozione di un ciclo sempre più virtuoso mirato al riutilizzo del 100% della materia prima – dal siero alla panna, ai piatti e alle croste dei formaggi – e oltre il 95% degli scarti di lavorazione; lo sviluppo di packaging sostenibili, riciclabili e con la massima riduzione della plastica; il sostegno alle piccole comunità montane.

Per analizzare il presente bisogna per forza guardarsi indietro e tornare alle origini della propria storia: nel documento si ripercorrono così i 40 anni di vita del gruppo, i valori che lo hanno guidato, e si analizza il mercato, il modello di business, i prodotti, i clienti e i punti di forza aziendali.

Dal Parmigiano Reggiano…

Un intero capitolo è poi dedicato al Parmigiano Reggiano e al modello produttivo di filiera sostenibile adottato dal gruppo e dalle 40 aziende agricole che conferiscono il latte ai due caseifici di montagna, allo stabilimento di taglio e confezionamento di Sant’Ilario. Forte il focus sul benessere animale: un impegno – quest’ultimo – che ha permesso all’azienda di ottenere per due anni consecutivi la certificazione volontaria per il benessere animale secondo il protocollo di Classyfarm, tra le prime nel comprensorio del Parmigiano Reggiano.

… alla lotta agli sprechi

Filiera certificata per il Parmigiano Reggiano, ma non solo: il gruppo presta grande attenzione all’approvvigionamento di tutte le materie prime, dai formaggi agli imballaggi, attraverso la definizione di rigorosi protocolli e procedure. Concretamente, questa mission è testimoniata dalle numerose certificazioni dei siti produttivi e si traduce in un grande numero di controlli di prodotto, di processo e di ambiente, eseguiti sia internamente che da laboratori qualificati esterni.

Al rispetto dell’ambiente il report dedica un intero capitolo, un’attenzione che il gruppo pone in tutte le fasi del processo di trasformazione, dai caseifici al confezionamento e alla distribuzione, dalla gestione dello scarto fino a tutte le azioni quotidiane che riducono l’impatto ambientale all’interno dell’azienda, così come l’attenzione al dispendio energetico, alle emissioni e alla trasparenza della filiera. Il packaging riveste certamente un ruolo centrale: il gruppo ha introdotto confezioni riciclabili per tutte le bustine monodose e si sono poste le basi per l’implementazione di nuove confezioni in materiale compostabile.

Le persone al centro

Il capitolo dedicato al capitale umano chiude il documento proprio per sottolineare la centralità delle persone. In esso l’azienda descrive i suoi valori di rispetto delle diversità, di inclusione, di benessere e di valorizzazione del territorio, con un focus sulla gestione della pandemia. Un anno di crescita, con la consapevolezza che si debba già guardare a nuovi traguardi, sempre e comunque grazie alle competenze delle persone.