Il Veneto diversifica la produzione lattiera: crescono gli usi non DOP

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Un nuovo report di Veneto Agricoltura indica che nel 2021 il prezzo medio del latte liquidato dalle cooperative venete ai produttori ha toccando quotazioni superiori del 25% rispetto al mercato. Il latte veneto di qualità viene destinato non solo alla produzione di formaggi DOP ma anche ad altre tipologie di prodotto che consentono a caseifici e latterie di affrontare con più forza la competizione dei mercati

 

Nonostante il momento difficile dovuto prima alla pandemia e ora alla guerra in Ucraina, la cooperazione veneta del comparto del latte si mostra tutto sommato in salute. Lo afferma il nuovo report di Veneto Agricoltura che prende in esame l’andamento del settore lattiero-caseario nell’ultimo quinquennio.

La produzione di formaggi DOP veneti

Nell’ultimo decennio (confronto tra il 2011 e il 2021), hanno registrato un forte aumento della produzione il formaggio Monte Veronese (+18,8%) e la Casatella Trevigiana (+55,6%) e, in misura più lieve, anche il Montasio (+2,2%). In leggero calo Asiago (-2%) e Piave (-3%). Dopo un trend negativo durato qualche anno, nel 2021 (rispetto al 2020) Grana Padano e Provolone Valpadana hanno segnato una crescita rispettivamente del 2,7% e del 10%.

II destino del latte: non solo DOP

Il report contiene anche un’indagine sulla destinazione del latte prodotto nei territori dei formaggi DOP da parte dell’Agenzia della Regione Veneto su fonti CSQA di Thiene. La ricerca ha evidenziato negli ultimi dieci anni la contrazione a volume di latte “certificato” per la produzione di formaggi DOP: nel 2021 si attesta a 570 mila tonnellate (-8,5% rispetto al 2011), a fronte di un incremento della quantità di latte prodotta negli stessi areali salita a 1.218.160 tonnellate nel 2021 (+10% rispetto al 2011). Ciò significa che è diminuita l’incidenza del latte certificato sul latte prodotto, passata dal 57% al 47% a livello regionale.

La situazione è molto differenziata, sia per provincia sia per DOP. Nella provincia di Vicenza, per esempio, oltre l’85% del latte raccolto è destinato alla produzione di formaggi DOP (Grana Padano e Asiago); nelle province di Treviso e Belluno l’incidenza del latte “certificato” per formaggi a Denominazione è superiore al 40% del latte prodotto.

La riduzione dell’incidenza a livello regionale va letta in un contesto più ampio. Da una parte potrebbe suonare come un campanello di allarme dell’attrattività dei formaggi DOP e della loro capacità di essere sufficientemente remunerativi per i trasformatori.

Dall’altra, può anche indicare la capacità dei caseifici e delle latterie di diversificare la produzione, e quindi il rischio, per affrontare in maniera più efficace la competizione sui diversi mercati di vendita.

 

Fonte: Veneto Agricoltura