In flessione la produzione del Taleggio

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Lo scorso anno la produzione annuale si è assestata intorno alle 8.368 tonnellate, pari a circa 4.200.000 forme di Taleggio, per un giro d’affari di oltre 46.865.000 euro e un fatturato di circa 94.820.000 euro.

Particolarmente positivi rispetto agli scorsi anni i dati di giugno e luglio, segno che la strategia del consorzio di promozione del Taleggio anche fuori dalla sua stagione di produzione è stata vincente.

Veicolate tramite export circa 1.980 tonnellate di formaggio (circa il 24% della produzione) di cui 65% presso mercati UE e il rimanente fuori dall’UE.

Il canale GDO ha assorbito circa il 47% della produzione. A incidere sulla flessione invece, come prevedibile, la quasi totale paralisi del canale horeca, oltre alla riduzione di richieste dai canali tradizionali e dall’estero, aspetto che ha influenzato l’intero comparto caseario.

“Nonostante le grandi difficoltà legate alle restrizioni e le condizioni eccezionali dettate dell’emergenza sanitaria, i nostri operatori non si sono mai fermati, continuando a lavorare e a cercare soluzioni per assicurare al consumatore finale un Taleggio garantito, controllato e di alta qualità, come sempre – dichiara Lorenzo Sangiovanni, presidente Consorzio Tutela Taleggio. – Le attività di vigilanza, promozione e comunicazione promosse dal consorzio, a livello nazionale e internazionale, hanno trovato altre forme e sono proseguite regolarmente. Anche per il 2021 gli investimenti in questo senso saranno importanti, con un occhio di riguardo al mercato estero che deve essere rilanciato poichè ha rappresentato, fino a prima della pandemia, una delle leve principali per l’incremento della produzione di Taleggio DOP. Anche nell’emergenza la filiera è sempre stata unita e confido che questo spirito di squadra, insieme alla collaborazione con altri consorzi caseari, sia la chiave per uscire rapidamente dalla crisi”.

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