ISMEA: acquisti lattieri domestici in calo

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Ismea ha appena pubblicato l’aggiornamento di giugno delle “Tendenze e dinamiche lattiero-casearie recenti”. Ecco alcuni dati.

Situazione in Italia

L’aumento dei costi ha indotto gli allevatori a frenare la produzione, non solo per contenere le perdite ma anche per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento dei mangimi: dopo il +3,3% realizzato nel 2021, le consegne di latte in Italia hanno invertito la tendenza segnando nel primo trimestre 2022 un -0,2%.

 

Andamento dei prezzi

La minore disponibilità di latte a livello nazionale, ma anche a livello UE, ha fatto significativamente aumentare i prezzi alla stalla che nel mese di aprile hanno mediamente raggiunto il livello record di 47,4 euro/100 litri (senza premi, Iva esclusa). In aumento nei primi quattro mesi del 2022 anche i listini dei principali prodotti guida del mercato nazionale (+3% per i formaggi duri, +10% per i formaggi molli su base tendenziale, +67,9% per il burro).

La spinta al rialzo è stata generalizzata. Meno intensa solo la variazione registrata dal Parmigiano Reggiano, mediamente stabilizzatosi a 10,65 €/kg nei primi cinque mesi del 2022 (+1,4% rispetto allo stesso periodo del 2021), ma bisogna tenere conto dell’incredibile recupero già messo a segno nel corso del 2021, soprattutto grazie alle esportazioni, e della dinamica produttiva ancora con segno positivo (+1,0% nel periodo gennaio-aprile 2022). Diversamente per il Grana Padano, il rialzo dei listini dei primi cinque mesi è stato del 3,0% a fronte di una produzione in contrazione (-3,2% nel periodo gennaio-aprile 2022).

In aumento anche i prezzi di prodotti, come la mozzarella vaccina, che non avevano mostrato segni di variazione nonostante le maggiori richieste seguite alla riapertura del canale horeca.

 

Tra export…

Per il secondo anno consecutivo, nel 2021 la bilancia commerciale del settore lattiero-caseario nazionale è risultata in attivo per un valore di 493 milioni di euro, in particolare grazie allo straordinario fatturato realizzato sui mercati esteri dal segmento dei formaggi, con 3,6 miliardi di euro di prodotti esportati (+12,3% in valore rispetto al 2020).

Le esportazioni di formaggi e latticini italiani hanno continuato a crescere anche nei primi due mesi del 2022 (+22,8% in volume e +26,9% in valore).

I principali mercati di destinazione per i formaggi italiani si confermano quelli europei, Francia e Germania in primis, ma è importante segnalare una prima inversione di tendenza dopo la Brexit per quanto riguarda le spedizioni verso il Regno Unito e il grande slancio anche per gli USA (rispettivamente +22% e +11% in volume nel bimestre gennaio-febbraio 2022). La dinamica positiva di inizio anno ha riguardato tutti i prodotti storicamente più esportati, nella maggior parte dei casi con variazioni tendenziali a due cifre: Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+19% sia in volume sia in valore rispetto a gennaio-febbraio 2021, segnale di una certa stabilizzazione dei prezzi medi all’export), Gorgonzola (+16% in volume e +20% in valore), mozzarella (+28% in volume e +35% in valore) e formaggi grattugiati (+24% in volume e +27% in valore).

…e import

In crescita le importazioni di formaggi (+24% in volume nei primi due mesi del 2022), in particolare di freschi e di grattugiati così come quelle di burro (+10,6% in volume) e yogurt (+4,4% in volume). La minore disponibilità di materia prima di alcuni dei principali fornitori UE ha determinato un forte calo delle importazioni di latte in cisterna e dopo il -37% del 2021 (pari a oltre 364mila tonnellate in meno), nei primi due mesi del 2022 si è registrato un ulteriore flessione del 38,6%, cui hanno contribuito tutti i principali fornitori di latte. Dopo aver sorpassato la Germania già lo scorso anno la Slovenia si conferma primo fornitore dell’industria di trasformazione nazionale.

Acquisti domestici

I consumi domestici di latte e derivati risultano in flessione nei primi tre mesi del 2022 (-4,3% rispetto allo stesso periodo del 2021), in corrispondenza di una contrazione meno che proporzionale della spesa (-2,3%), segnale di un deciso aumento dei prezzi medi al consumo (+2,1%). In dettaglio, i cali più rilevanti dei consumi si registrano per il burro (-15% in volume rispetto a gennaio-marzo 2021), latte UHT e fresco (a eccezione del delattosato e del bio fresco, quest’ultimo con +0,8% in volume nel primo trimestre 2022).

Significativa anche la contrazione dei consumi di formaggi (-5,7% in quantità), che ha interessato in misura omogenea tutti i vari segmenti merceologici. Meno intensa la perdita registrata dai formaggi duri, probabilmente grazie a un maggiore ricorso alla leva promozionale nei punti vendita. Arretrano anche i consumi di yogurt (-5,4% in quantità).

 

Prospettive

La tensione sul mercato lattiero-caseario nazionale dovrebbe continuare a mantenersi su livelli elevati con prezzi sostenuti – sia alla stalla sia all’ingrosso – da una domanda molto vivace per i formaggi, soprattutto da parte dei compratori esteri, e la produzione di latte che si avvia verso il calo stagionale dei mesi estivi.

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