Ismea: nel 2020 crescono i consumi lattieri

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Secondo il report n. 1 sui consumi domestici delle famiglie italiane di Ismea nel 2020 la spesa domestica per i prodotti alimentari ha avuto andamento positivo. Dopo il +9,3% del primo semestre 2020 la spesa domestica delle famiglie italiane per prodotti alimentari ha continuato a mantenersi in terreno positivo anche nel secondo semestre, portando l’incremento complessivo del 2020 a +7,4% su base annua. Dall’analisi dei dati relativi all’intero anno 2020, risulta chiaro come siano gli alimenti confezionati ad aver tratto il vantaggio maggiore dalle nuove abitudini di acquisto acquisite nel corso della pandemia.

All’incremento complessivo del 7,4% (confezionati e sfusi) hanno infatti contribuito le tendenze positive di tutti i comparti, con incrementi sopra la media per tutti i proteici di origine animale, per i prodotti ortofrutticoli e per tutte le bevande alcoliche, compreso il vino, nonché per gli oli; sotto la media i derivati dei cereali, i prodotti ittici e le bevande analcoliche.

Il comportamento del comparto lattiero

Nel 2020 le vendite di latte e derivati hanno guadagnato nettamente anno su anno (+8,3%). Trend positivi per tutte le referenze, seppur con diverse intensità, hanno interessato sia i formaggi (+9,7%), che il latte (+3,9%). Per quanto riguarda quest’ultimo, è ancora una volta l’UHT a trainare le vendite (+9,3%), mentre continua a flettere l’interesse per il fresco (-3,8% dopo il -2,5% dello scorso anno).

Tra i formaggi, invece, sono stati i freschi a riempire i carrelli (+13,1%), soprattutto per merito delle mozzarelle, particolarmente apprezzate in questa fase in cui più tempo si è potuto destinare alle preparazioni culinarie. Superiori all’8% anche gli incrementi per i duri, i molli e gli industriali.

In crescita ma senza particolare slancio i consumi di yogurt (+4,4% la spesa).

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