La tecnologia sposa la sostenibilità ambientale

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La proprietà Mingazzini al completo posa davanti all’ingresso della sede di Parma

Mingazzini fornisce a Latteria Soresina soluzioni impiantistiche per la gestione da remoto con regolazione delle prestazioni in base ai flussi di lavoro, riduzione delle emissioni, più sicurezza e manutenzione predittiva, efficientamento energetico.

Tradizione e modernità, esperienza e lungimiranza sono alla base dell’incontro tra due imprese storiche: Mingazzini Caldaie di Parma e Latteria Soresina di Cremona. La celebre azienda cremonese, nata nel 1900 e oggi primo produttore al mondo di Grana Padano e specializzata in altri prodotti della tradizione alimentare italiana come burro e provolone, ha scelto Mingazzini per il rinnovo dei propri impianti. Già da un decennio la collaborazione tra le due imprese ha portato a risultati di riguardo grazie alla comunanza sul concetto di qualità sotto ogni aspetto: dalla gestione delle materie prime ai siti produttivi, con un occhio di riguardo anche alla sostenibilità.

Già dieci anni fa Latteria Soresina aveva avuto modo di testare il valore delle centrali made in Mingazzini. “Il risultato aveva portato a un risparmio netto del 10% circa sull’elettricità e di un 5% sul gas metano per tutta l’azienda”, rivela l’ingegner Davide Arpini, direttore tecnico di Latteria Soresina. “Ma l’evoluzione tecnologica avvenuta negli anni e le migliorie gestionali in ottica Industry 4.0 ci hanno fatto puntare sull’interconnessione delle centrali e l’analisi in tempo reale dei dati”.

Generatori di vapore su misura

Davide Arpini, direttore tecnico Latteria Soresina

La crescita costante di Latteria Soresina e il moltiplicarsi degli stabilimenti hanno creato i presupposti per avviare una gestione virtuosa dal punto di vista ambientale ed economico, attraverso l’efficientamento degli impianti, la riduzione dei consumi e una migliore destinazione delle risorse. “Abbiamo evitato i continui presidi e le ronde di controllo nelle centrali termiche”, spiega Arpini, “ponendo i generatori di vapore in rete e centralizzando tutti gli impianti. Con il risultato di un monitoraggio costante dei sistemi, delle prestazioni, dei consumi, dei livelli e di tutti i parametri per garantire il massimo risultato e la più assoluta sicurezza”.

Un risultato ottenuto grazie all’esperienza e all’impegno di Mingazzini nella fornitura di impianti su misura, sempre più affidabili e ad alto contenuto tecnologico. Come i modelli PB di ultima generazione, caratterizzati da accorgimenti tecnologici che ne accrescono il risparmio energetico e il controllo delle emissioni semplificandone contestualmente la gestione. Tra le caratteristiche peculiari di Mingazzini vi è infatti la capacità di fornire tutto quanto è necessario per la realizzazione e la gestione moderna ed efficiente delle centrali termiche di qualunque dimensione. Grazie alla possibilità di connessione, è attuabile la supervisione completa della caldaia o della centrale termica per telecontrollo e telediagnosi da remoto senza supervisione continua per 24/72 ore.

La serie PB comprende generatori che possono raggiungere una pressione di bollo fino a 22 bar, o superiori su richiesta. Con un rendimento base pari al 90%, PB è un impianto a basso impatto ambientale che, in base al numero di ore di lavoro e al tipo di combustibile utilizzato, è fornito con sistemi di recupero energetico dedicati al singolo generatore. L’impianto permette di ottenere rendimenti fino al 97,5% e superiori mediante la personalizzazione dei sistemi di recupero energetico, spingendo all’estremo la condensazione dei fumi di caldaia per recuperare quanto più possibile del calore latente in essi contenuto (oltre a quello sensibile). In questo modo sono possibili rendimenti anche fino al 99%. Conformi alla direttiva europea 2014/68/UE, i modelli della serie PB rappresentano l’ultima generazione nel campo dei generatori di vapore per uso industriale. Costruiti seguendo moderne concezioni tecnologiche e adottando sistemi di lavorazione avanzati, sono orientati al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni e alla massima efficienza.

Impianti centralizzati

Secondo Davide Arpini, la collaborazione tra Mingazzini e Latteria Soresina ha portato a un “risultato notevole sotto diversi aspetti. Centralizzando tutti gli impianti, possiamo avere sempre disponibili i dati (pressione, livelli, allarmi, consumi di gas metano, vapore) e beneficiare di uno straordinario efficientamento generale delle prestazioni anche in termini energetici. Non solo, perché con questa interfaccia è possibile comandare i generatori di vapore anche da remoto, in quanto interconnessi in rete. Ciò significa poter regolare ciascun impianto in base ai flussi produttivi e le necessità di performance giornaliere richieste da qualsiasi device (computer, cellulare o tablet) abbattendo sprechi e dissipazioni, consumi ed emissioni, limitando il tutto alle effettive necessità giornaliere, su ogni impianto”.

Un risultato competitivo, con un ulteriore valore aggiunto: la possibilità di tracciare i consumi specifici, cioè i chili di vapore prodotti per metro cubo di gas metano realizzando uno storico sovrascrivibile nel tempo, così da verificare le prestazioni e analizzare eventuali scostamenti. Ma ciò comporta un altro grande beneficio: poter attuare una manutenzione predittiva evitando inattesi fermi macchina. “Si può parlare di una centrale veramente connessa”, conclude Arpini, “concretizzando il concetto di Industry 4.0 con una gestione virtuosa che va a vantaggio di tutto il sistema”.

Michele Falzetta, direttore generale Latteria Soresina

Una conferma che è anche un obiettivo a cui punta con impegno e concretezza l’azienda cremonese. “Nel piano strategico di Latteria Soresina il tema dei Big Data è stato inserito come asse portante per tutti gli anni a venire”, conferma il direttore generale Michele Falzetta. “Crediamo che il modello data driven costituisca un reale aiuto alle scelte aziendali sia in tema di continua riduzione dei costi sia in tema di guida alle scelte, orientate all’accrescimento della qualità non solo di prodotto, ma dell’intero processo, per perseguire un modello virtuoso e pienamente applicabile”.

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