Le acquisizioni spingono i risultati 2020 di Froneri

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Escludendo l’impatto delle dismissioni, per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2020, Froneri ha generato ricavi per 3.972,9 milioni di euro (2019: 2.631,2 milioni di euro), un EBITDAE di 655,6 milioni di euro (2019: 496,3 milioni di euro).
L’utile operativo ammonta a 275,9 milioni euro (2019: ​​214,0 milioni €), la perdita ante imposte a 106,7 milioni € (2019: utile di 20,8 milioni€) e flusso di cassa libero prima di acquisizioni, finanziamenti e voci eccezionali di 522,0 milioni € (2019: ​​188,7 milioni €).

Al 31 dicembre 2020 il gruppo aveva passività nette per 293,6 milioni € (2019: ​​10,6 milioni €). In 2020, Froneri ha affrontato costi eccezionali per 73,4 milioni € (2019: 75,3 milioni €) di cui 21,7 milioni € di spese di ristrutturazione e integrazione, 32,1 milioni € per transazioni di fusioni/acquisizioni e 3,1 milioni € di svalutazioni di asset. Includendo le dismissioni, i ricavi sono stati 4.051,6 milioni di euro (2019: 2.706,2 milioni di euro) e l’EBITDAE 667,4 milioni di euro (2019: 503,4 milioni di euro).

Il 2020 è stato un anno impegnativo per l’impatto mondiale della pandemia, tuttavia il gruppo si è adattato bene alle sfide. Le integrazioni delle attività statunitensi e portoricane acquisite nel 2020 stanno procedendo bene. A livello di ricavi, Froneri ha registrato una crescita totale del 51,0% (anno su anno), con il 54,9% derivante da nuove acquisizioni mentre l’attività organica ha perso il 3,9%, principalmente a causa della pandemia. Adeguandosi all’impatto delle acquisizioni anno su anno, i “marchi A” (cioè quelli internazionali transfrontalieri) hanno ceduto il 2,0% anno su anno.

Quanto alla ripartizione geografica, i ricavi di Froneri provengono da Europa con 1.850,1 milioni di euro (2019: 2.027,6 milioni di euro), Stati Uniti con 1.444,7 milioni di euro (2019: zero) e 678,1 milioni di euro (2019: 603,6 milioni di euro) dal resto del mondo.

I principali eventi del 2020

Lo scorso anno Froneri ha operato in Europa, Israele, Egitto, Sud Africa, Brasile, Argentina, Australia, Nuova Zelanda e Filippine. Nel gennaio 2020, Froneri ha rilevato Dreyer’s Grand Ice Cream Holdings, Inc e le sue sussidiarie, il business gelati di Nestlé USA. Inoltre, Froneri ha acquisito pure l’attività gelato di Nestlé a Porto Rico. A dicembre 2020 Froneri ha ceduto il ramo surgelati della sua attività svizzera, conservando il solo business gelato. Grazie a tali operazioni, Froneri è oggi il secondo produttore di gelato al mondo ed il maggiore di gelati a marchio del distributore a livello globale. Il gruppo produce prevalentemente gelati e, in misura minore, surgelati e derivati lattieri refrigerati.

Il perimetro

Froneri ha sede nel Regno Unito, con sede legale in Lussemburgo. A seguito dell’acquisizione di Dreyer’s, Froneri ora gestisce 31 stabilimenti in 23 Paesi e impiega oltre 13.000 persone in sei continenti.

Il gruppo dispone di un vasto portafoglio di marchi e prodotti, ben bilanciato tra attività di marca e private label. Froneri combina marchi locali, forti nei mercati nazionali, con marchi internazionali, comprese le licenze per brand noti di Nestlé (come Mövenpick, Maxibon, Pirulo, Extrême) e Mondelēz (Oreo, Milka, Daim, Toblerone fra gli altri).

 

La genesi
Froneri Lux Topco S.à r.l. è posseduta e controllata in parti uguali dalla private equity PAI Partners e Nestlé SA. Il gruppo Froneri è stato costituito il 1° ottobre 2016, a seguito della fusione dell’intera attività di R&R Ice Cream plc e di parte delle attività gelato e surgelati di Nestlé. In data 31 gennaio 2020, Froneri Lux Topco S.à r.l., holding di diritto lussemburghese di nuova costituzione, è stata inserita a capo del Gruppo ed è diventata capogruppo di Froneri.

 

 

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