Provolone Valpadana: produzione +30%

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Buone nuove nel 2024 per il Provolone Valpadana. Nei primi due mesi dell’anno, la produzione registra un +30% mentre le vendite totali salgono del +13% a volume (dati consortili, marzo 2024) rispetto al corrispondente periodo del 2023.

“Si tratta di dati piuttosto incoraggianti – commenta Giovanni Guarneri, presidente del Consorzio Tutela Provolone Valpadana – se teniamo anche in considerazione l’attuale clima di incertezze geopolitiche e il trend inflattivo che stanno incidendo sul potere d’acquisto dei consumatori. Siamo altrettanto soddisfatti del 2023 in cui abbiamo mantenuto quasi stabilmente la produzione constatando anche un significativo percorso di crescita all’estero”.

I numeri del consorzio (dati aggiornati al 31/12/2023)
• 11 caseifici produttori, di cui ben tre di oltre 120 anni di vita
• Circa 700 aziende agricole certificate
• Nel 2023 sono state trasformate quasi 70.000 tonnellate di latte, ottenendo oltre 7.000 tonnellate di Provolone Valpadana. Nelle due tipologie di dolce (da 10 giorni a 60 giorni di stagionatura) e piccante (da 90 giorni fino ad oltre un anno di stagionatura) la quantità commercializzate ammonta a circa 5.500 tonnellate di Provolone Valpadana
• Oltre 580.000 forme prodotte
• 54 milioni di euro di fatturato alla produzione

L’export

In ambito europeo, Germania e Francia si confermano mercati di riferimento, rispettivamente con un +9% e un +8,1% a volume. Cresce molto l’apprezzamento in Nord Europa: +67,2% in Svezia; +58,9% in Belgio. Oltreoceano, l’export negli Stati Uniti registra un +5,1% e quello in Messico +47,6%.

L’Australia, che si conferma tra i primi Paesi importatori di Provolone Valpadana, regala – quanto a vendite – un +30% rispetto al provolone generico. “Merito anche di un’importante attività di informazione e di sviluppo che abbiamo intrapreso già da tre anni sul territorio. E che continueremo a portare avanti. L’obiettivo è supportare il valore della denominazione come garanzia di qualità, rafforzandone il riconoscimento e aumentandone competitività e consumo. Non solo, siamo sempre più convinti che sia fondamentale, per il consorzio, investire sulla crescita dei mercati esteri” dichiara Guarneri.