Questione di corna

0
312

L’istituto del referendum è attualmente la forma più diretta di democrazia, ma in Italia, con rare eccezioni, non ha mai riscosso grande interesse e partecipazione. In Svizzera è pratica consolidata e, solo qualche mese fa, i cittadini elvetici sono stati chiamati a esprimersi sul quesito referendario noto alle cronache come “Iniziativa per vacche con le corna”. Iniziativa che voleva introdurre un riconoscimento economico agli allevatori che rinunciano a decornare le vacche. Un tema promosso da Armin Capaul, allevatore del Giura bernese e fondatore del movimento per la “vacca cornuta” (“Hornkuh”). L’animale che dai tempi di Heidi rimanda allo stereotipo della vacca da latte svizzera al pascolo. A parte l’immaginario collettivo, la realtà è che in Svizzera, come in altri Paesi, la stragrande parte delle vacche subisce la decornazione. Senza dubbio dolorosa per l’animale, ma giustificata da motivi di sicurezza per l’allevatore e dalla necessità di eliminare il rischio di lesioni tra le vacche stesse. Per questo, Autorità veterinarie, Parlamento e Governo elvetici si sono da subito dichiarati contrari alla proposta referendaria. Per contro, nella contesa referendaria la vacca cornuta, o meglio non decornata, è assurta a simbolo della “naturalità” animalista, secondo la quale la decornazione rappresenta una delle tante nefaste conseguenze dell’allevamento industriale. Senza dimenticare, secondo il movimento “Hornkuh”, l’importanza di queste protuberanze cefaliche per l’apparato digerente, l’igiene e il raffreddamento dell’animale. Vantaggi delle corna evidentemente sconosciuti nel nostro Paese se, in base a quanto riporta un lavoro scientifico (J. Dairy Sci. 2011; 94:5724-5734), i pochi (20% del totale) degli allevatori del Nordest d’Italia che non decornano le vacche da latte lo fanno semplicemente per motivi estetici o per mancanza di tempo.

Sicurezza, benessere e naturalità dell’animale cornuto (la vacca in questo caso). Temi sufficienti per indire un referendum in Italia? Forse no. Chi tuttavia pensasse che simili iniziative sono solo uno spreco di tempo e denaro potrebbe presto ricredersi. Perché oggi nel nostro Paese anche la questione corna potrebbe rafforzare la diffusa convinzione che qualsiasi decisione competa al popolo, senza alcuna intermediazione. Un’invocazione (a volte strumentale) alla democrazia diretta che attrae il consenso (soprattutto politico) di molti italiani. Il messaggio è quindi chiaro anche per i più apatici verso i referendum: prepariamoci a decidere, anche fosse solo per una questione di corna.

PS: Per la cronaca, il referendum è stato bocciato. C’est-à-dire, cornuto e mazziato.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here