Rapporto RASFF 2018: 76 le notifiche per il dairy

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È stato reso pubblico il rapporto 2018 del Sistema comunitario di allarme rapido per alimenti e mangimi (RASFF). In esso si legge come lo scorso anno siano state segnalate alla Commissione europea 3699 notifiche da parte degli Stati membri. Di queste, 1118 (in crescita del 19% rispetto al 2017) erano notifiche di allerta che, rappresentando un grave rischio per la salute, hanno richiesto interventi rapidi da parte degli operatori o delle autorità. Inoltre, sono state 493 le notifiche di informazione per follow-up, 675 quelle per attenzione mentre le notifiche di respingimento ai confini hanno raggiunto quota 1401. Solo 12 le semplici “notizie”.

Queste notifiche originali hanno generato 10.484 notifiche di follow-up.

Come negli anni precedenti, solo una piccola percentuale delle notifiche ha riguardato mangimi (9%) e materiali a contatto con alimenti (4%).

I numeri del lattiero-caseario

A livello europeo, il comparto dairy è stato oggetto di 49 notifiche di allerta, 13 per attenzione e 14 per follow-up, per un totale di 76 in seguito a controlli ufficiali sul mercato. Scorrendo i dati si scopre che nel 2018 tra le 59 notifiche per un episodio di intossicazione alimentare solo una (2018.2296. Salmonellosi da Salmonella Newport) è stata associata al consumo di un formaggio francese a latte crudo di capra.

Tra le 492 notifiche di microrganismi patogeni, la contaminazione da Listeria monocytogenes è risultata la più frequente per gli alimenti di origine animale, dairy incluso: lo scorso anno è stata segnalata 13 volte in formaggi francesi, per lo più a latte crudo.

Delle 28 notifiche per la presenza di E. coli produttori di shigatossine solo 8 riguardavano formaggi. È stata la Francia il Paese ad aver segnalato il maggior numero di notifiche (25) mentre l’Italia si è fermata a 7, preceduta da Olanda e Germania.

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