
In un contesto globale in rapida trasformazione, l’agroalimentare è un settore strategico per crescita e competitività. Questo emerge anche dal report Sace “Focus on food”.
La popolazione mondiale ha raggiunto gli 8,2 miliardi di persone – di cui circa la metà appartenenti alla classe media – ed è destinata a superare i 10 miliardi nei prossimi 50-60 anni. Ne consegue che il sistema agroalimentare globale rappresenta uno dei pilastri strutturali dell’economia mondiale, con un valore complessivo stimato in circa $14,4 trilioni, includendo l’intera filiera dalla produzione agricola al consumo finale. Il valore di mercato globale del Food&Beverage – che include le fasi di trasformazione industriale, canali retail e foodservice – è stimato in circa $9,4 trilioni. Nei prossimi 15 anni poi dovrebbe crescere a un tasso medio annuo (CAGR) del 3,75% per raggiungere nel 2031 i $11,8 trilioni.
Cibo made in Italy
L’agroalimentare – che va dalle attività di coltivazione e allevamento, fino alla logistica e distribuzione all’ingrosso e al dettaglio, passando per la produzione di macchinari agricoli e la trasformazione industriale – nel 2023 ha generato oltre 660 miliardi € di fatturato e 141 miliardi € di valore aggiunto. Questo, grazie alle circa 791mila imprese attive con oltre 3 milioni di occupati, di cui 580mila nell’industria.
Tra il 2019 e il 2025 le nostre vendite agroalimentari all’estero sono aumentate a un tasso annuo composto (CAGR) dell’8,1%. Inoltre, 1 bene su 10 che varca i confini nazionali è agroalimentare. Il 2025 è stato ancora un anno di crescita: +5% (superiore al +3,3% del totale). Ciò ha permesso di raggiungere i 72,5 miliardi € di valore esportato, di cui 62,5 miliardi di alimentari, bevande e tabacco e €10 miliardi di prodotti agricoli.
La buona performance ha ricevuto il contributo di diversi comparti, tra cui formaggi e latticini (+13,7%).
Fonte: Sace, Focus on food


