Un po’ di ossigeno per il mercato dei formaggi ovini

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Secondo il rapporto AgriMercati di Ismea, il rilancio delle esportazioni sta sostenendo anche il settore ovino, con riflessi molto positivi anche sui prezzi del Pecorino Romano. Nel terzo trimestre, infatti, si è ampliato il divario rispetto ai listini dello stesso periodo del 2020 (+12,4%). E questo, nonostante il fatto che durante i momenti apicali dell’emergenza Covid il Romano non avesse mostrato segnali di cedimento.

In particolare, nel mese di settembre, che segna la chiusura della campagna 2020/2021, i prezzi del Pecorino Romano hanno mediamente raggiunto il livello di 8,76 euro/kg, spuntando un rialzo del 13,5% su base annua.

Bene l’export

Le esportazioni di Pecorino sono riprese a ritmo accelerato. Nei primi otto mesi del 2021, l’estero ha assorbito il 16% in più rispetto allo scorso anno a fronte di un valore aumentato di ben il 27%, segnale di un significativo balzo in avanti anche dei prezzi medi all’export.

A trainare è soprattutto il mercato statunitense, che dopo lo stop dovuto alla pandemia, ha fatto registrare un +26% in volume e addirittura un +41,5% in valore.

Il buon assorbimento da parte del mercato e le quotazioni stimolanti hanno spinto anche l’acceleratore sulla produzione di Romano, che in base ai dati disponibili, segna un +10% rispetto ai volumi della scorsa campagna.

La remunerazione degli allevatori

La remunerazione del latte ovino alla stalla è progressivamente cresciuta, raggiungendo il picco proprio nel terzo trimestre: nel mese di settembre 2021 il prezzo percepito dagli allevatori sardi si è assestato sul livello record di 110 euro/100 litri (+35% rispetto allo stesso mese del 2020 e +53% rispetto al 2019).

Fonte: rapporto AgriMercati di Ismea