Le sfide alla sostenibilità del packaging

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Una recente ricerca del Food Sustainability Lab e dell’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano ha evidenziato come l’entrata in vigore del Regolamento PPWR sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio segni un passaggio rilevante per il settore alimentare. La norma, infatti, trasforma molte leve volontarie di sostenibilità in requisiti regolatori. E questo impatta su: progettazione, materiali, riciclabilità, contenuto di riciclato, riduzione degli imballaggi, etichettatura, composizione chimica e nuovi modelli d’utilizzo e riuso.

Scrivono i ricercatori del Politecnico: “questo cambiamento richiede di leggere il packaging come elemento strategico del sistema alimentare, capace di incidere su sicurezza degli alimenti, organizzazione della filiera, logistica e relazione con il consumatore. Le imprese della filiera alimentare estesa – inclusi i produttori di packaging – percepiscono la PPWR come una trasformazione sistemica più che come un semplice adeguamento tecnico. In particolare, emergono ambiti su cui le imprese devono anticipare decisioni in un quadro ancora in evoluzione”.

I nodi

Sul fronte della riciclabilità, per esempio, il settore attende la definizione delle classi di prestazione e delle modalità di prova. Questo è necessario per tradurre il principio di design for recycling in criteri verificabili e applicabili.
A questi si affiancano tre ambiti in cui l’incertezza è soprattutto applicativa:
-il contenuto minimo di materiale riciclato, per la disponibilità e la verifica di materie prime seconde idonee al contatto alimentare;
-la compliance chimica, con particolare attenzione a PFAS e sostanze soggette a restrizione, per la gestione di prove e dichiarazioni di conformità e dati lungo la filiera;
-e la riduzione di peso e spazio vuoto, per la necessità di criteri di misurazione che non compromettano protezione del prodotto, shelf-life ed efficienza logistica.

L’etichettatura armonizzata invece, rappresenta un adempimento di prossima introduzione obbligatoria, con impatti sull’aggiornamento delle informazioni al consumatore e sulla gestione coordinata dei mercati, che non desta particolari preoccupazioni a livello di difficoltà implementativa.

 

Barbara Del Curto, responsabile scientifico dell’Osservatorio Food Sustainability

“La sfida per il settore non riguarda solo il rispetto dei nuovi obblighi normativi, ma la capacità di trasformarli in soluzioni industrialmente praticabili e realmente sostenibili – afferma Barbara Del Curto, responsabile scientifico dell’Osservatorio Food Sustainability. – La transizione richiede criteri chiari, investimenti e una visione sistemica capace di considerare l’intero ciclo di vita del packaging alimentare. In questo scenario, il PPWR viene percepito dagli stakeholder non come una semplice norma di compliance, ma come un fattore di trasformazione strategica, in grado di generare valore attraverso innovazione, coordinamento di filiera e nuove soluzioni per coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare ed efficienza industriale.”

Nota

L’edizione 2025-26 dell’Osservatorio Food Sustainability della POLIMI School of Management è stata realizzata con il supporto di: CONAI, Federdistribuzione, Fratelli Beretta, Gruppo Nestlé in Italia, GS1 Italy, RINA e con il patrocinio di Assolombarda, Comune di Milano – Food Policy, Fairtrade Italia, Fondazione Banco Alimentare Onlus, Legambiente Lombardia.

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