Inaugurati a Bolzano i nuovi laboratori per il Parco Tecnologico

unibz_LabsUna ricerca all’avanguardia e che favorisca la crescita della competitività territoriale puntando sulla valorizzazione delle specificità locali. Questo l’orizzonte degli obiettivi della Libera Università di Bolzano che ha appena inaugurato quattro nuovi laboratori e ha rinnovato la strumentazione di altri due già esistenti.

Dalla fine dei lavori, in maggio, i ricercatori unibz hanno potuto cominciare a lavorare con i nuovi strumenti acquistati per i quattro nuovi laboratori di “Tecnologie alimentari” (suddivisi in Food E-Sense Lab e Food Pilot Lab), “Produzione energetica” (suddiviso in Bioenergy Lab e Biofuels Lab) – inaugurati questa settimana – e per quelli di “Ingegneria per le Innovazioni Agro-Forestali” e “Termofisica dell’edificio”. Sono questi anche i quattro ambiti di ricerca su cui si concentrerà l’università altoatesina negli anni a venire. Il comune denominatore tra tutte le ricerche svolte nei quattro laboratori sarà la sostenibilità ambientale. «Consideriamo il passaggio odierno da 12 a 16 laboratori, in qualche modo, il primo mattone del Parco tecnologico – ha affermato il direttore di unibz, Günther Mathá. – Si tratta di un ottimo esempio di sinergia tra pubblico e privato e pensiamo che questa sia la strada su bisogna muoversi anche in futuro». Quando il Parco tecnologico a Bolzano Sud sarà terminato, la strumentazione ospitata nei nuovi laboratori vi verrà trasferita e questi saranno utilizzati per fini didattici dalla Facoltà di Scienze e Tecnologie.

Il laboratorio delle “Tecnologie alimentari”

Diretto dal prof. Matteo Scampicchio, docente di Tecnologie alimentari, si occupa di: tecnologie alimentari; controllo di qualità e sicurezza alimentare; verifica dell’autenticità dei prodotti tipici. Quest’ultima vuole scongiurare le frodi alimentari, garantendo e valorizzando i prodotti locali. «Per farlo viene impiegata e sviluppata l’analisi isotopica che ci permette di affermare con sicurezza la provenienza regionale di un alimento» chiarisce Scampicchio. Un tale approccio consente di autenticare i prodotti alimentari tracciandone la filiera alimentare, dalle materie prime ai prodotti finiti. «Per esempio, abbiamo da poco ultimato un progetto Interreg assieme all’Istituto Sperimentale Laimburg e l’Università di Innsbruck riguardante l’autenticità dei prodotti alimentari del Tirolo. Risultati importanti si sono ottenuti con l’impiego degli isotopi stabili per determinare l’origine geografica di mele, latte e del formaggio Stelvio».

Il laboratorio delle “Produzioni energetiche”

Diretto dal prof. Marco Baratieri, docente di Fisica tecnica, opererà lungo due direttrici principali: se da un lato affronterà i processi di conversione energetica da biomasse per la cogenerazione distribuita – la produzione combinata di elettricità e calore – e il teleriscaldamento nel territorio altoatesino, dall’altro, tramite l’uso di molteplici tecniche analitiche, si occuperà della caratterizzazione chimico-fisica ed energetica sia delle biomasse utilizzate per la produzione di energia, sia dei sottoprodotti di scarto.

Il laboratorio di “Ingegneria per le Innovazioni Agro-Forestali”

Sotto la guida del prof. Fabrizio Mazzetto, docente di Agricultural Engineering and Farm Machinery, si occuperà di svolgere ricerche tre principali ambiti tra loro interagenti: innovazioni agroforestali di prodotto e di processo; attrezzature e materiali per la sicurezza; industria alpina e trasferimenti tecnologici intersettoriali.

 

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