Gorgonzola, il punto sui numeri del 2021

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Nel 2021 la campagna delle IG casearie nazionali ha fatto registrare un andamento complessivamente positivo anno su anno.

Nel 2021 sono state prodotte 5.258.828 forme di Gorgonzola con un aumento del 3,1% rispetto al 2020 (tra le altre DOP: Grana Padano +0,7%, Parmigiano Reggiano +1,7%, Asiago -1,4%, Pecorino Romano +10,9%).

Il grafico di produzione del Gorgonzola mostra un andamento lineare normale, riprendendosi dagli scostamenti inusuali del 2020, con una tradizionale depressione tra la primavera e l’estate (maggio segna la produzione mensile più bassa con 359.029 forme prodotte) e un picco a ottobre (491.419 forme).

Entrambe le regioni che costituiscono la zona d’origine del Gorgonzola hanno mostrato un aumento significativo della produzione: Piemonte +3,11% (3.729.203 forme prodotte); Lombardia +3,10% (1.529.625 forme prodotte).

Il Gorgonzola Piccante cresce del 18,81% e si attesta, con 685.403 forme prodotte, al 13,03% della produzione totale. La tipologia biologica ha ceduto il 15,36% consolidando tuttavia la sua presenza, in termini nominali, in una produzione che sale ogni anno.

Dopo un positivo 2020, i consumi interni 2021, rilevati dalla consueta analisi di mercato GFK commissionata dal consorzio, perdono quasi il 5% a volume. Si tratta di un calo dovuto alla frequenza d’acquisto che passa da 6,1 a 5,7 atti accompagnata da un lieve calo di acquisto medio per atto.

Si confermano sopra la media soprattutto gli acquirenti del Nordovest (48,6%). In termini di area geografica si rafforza il Sud che vede aumentare famiglie, volumi e valore.

Nei canali d’acquisto i Super (51,8%) mostrano le migliori performance guadagnando in termini di volumi sviluppati; i “tradizionali specializzati” (1,3%) registrano una percentuale contenuta; ancora una flessione, infine, per gli ambulanti/mercati che, a causa delle restrizioni, diminuiscono il peso a volume passando dal 6% al 5,1% con ovvi riflessi anche sul valore.

Le modalità d’acquisto sono tendenzialmente stabili con il take away che passa dal 27,9% al 30,5%.

Le famiglie con 2 componenti, senza bambini, e con RA (responsabile acquisto) di 55 anni o più, mostrano la maggiore concentrazione e i più alti livelli di acquisto medio, in particolare quelle con RA 65+. Sono famiglie di classe socio-economica alta o medio alta.

Il MERCATO ESTERO

I derivati lattieri italiani hanno riportato nel 2021 un incremento generale del 10,6%. L’export di Gorgonzola ha guadagnato il 4,9%, per un totale di 24.665 tonnellate esportate di cui 21.072 intra-UE (+6,8%) e le restanti 3.593 extra-EU (-5%).

Con oltre 12mila tonnellate di formaggio importato, Germania e Francia rappresentano il 49,6% delle esportazioni totali. La Francia registra un aumento del 10,11% mentre la Germania segna, per la prima volta dopo diversi anni, un calo del 4,56%. Ottime performance per Spagna (+11,05%), Belgio (+32,06%), Romania (+21,89%), mentre continua il ridimensionamento dell’export verso il Regno Unito (-41,52%).

Nel resto del mondo le esportazioni di Gorgonzola aumentano verso Stati Uniti (+27,5%), Australia (+2,42%) e Svezia (11,83%), mentre diminuiscono in Giappone (-25,34%).

Complessivamente l’anno scorso il numero delle nazioni in cui si consuma il Gorgonzola è passato da 86 a 91 con una copertura mondiale del 48%.

I prezzi sui mercati internazionali sono rimasti sostanzialmente invariati (elaborazione dati Clal su fonte Istat).

La tutela della denominazione

Tra gli scopi del consorzio rientrano anche la difesa legale e la tutela della denominazione. E il monitoraggio del mercato è fondamentale per individuare i casi di contraffazione. Nel corso del 2021, è stata svolta, per esempio, un’attività di monitoraggio nei punti vendita nella Federazione Russa per verificare la presenza di prodotti similari recanti la denominazione Gorgonzola. L’attività, ancora in fase di rendicontazione, non ha per ora riscontrato anomalie rilevanti.

Il consorzio ha registrato il marchio “Gorgonzola” in 74 Paesi, pari al 39% di copertura globale.