Grana Padano: il grattugiato rallenta la crescita produttiva

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Solo alla pandemia è purtroppo riuscita l’impresa di rallentare la crescita produttiva del Grana Padano DOP grattugiato: ad aprile 2020, nel periodo clou dei contagi da coronavirus, la flessione è stata dell’8,8%, ma si è osservata anche una riduzione del 14% delle forme intere e una crescita degli sfridi del 26,5%. È un segnale da non sottovalutare per un comparto come quello del “senza crosta” che in assoluto è sempre stato il più performante negli ultimi anni.

Secondo i dati diffusi dal consorzio, ha rallentato la produzione di grattugiato nel quadrimestre gennaio-aprile 2020, il cui rialzo si è comunque attestato al 6,11% rispetto ai primi 4 mesi del 2019.

Il trend ribassista è proseguito anche a maggio 2020, con un’ulteriore contrazione produttiva del 2,5% a causa del calo dell’horeca in Italia, ma soprattutto dell’export. La riapertura dei ristoranti da metà maggio, dopo due mesi e mezzi di stop, dovrebbe far ripartire i consumi fuori casa a partire da giugno, ma per tutto l’anno si prevede che non ci possa essere una completa ripresa.

Sempre a maggio sono invece aumentate le vendite di grattugiato nel retail sia nel nostro Paese che oltre confine, come dimostra l’incremento del 16% degli sfridi generato dalle lavorazioni del formaggio porzionato.

Tra gennaio e maggio 2020 il Grana Padano grattugiato e senza crosta ha evidenziato un rialzo complessivo del 4,3% rispetto ai primi cinque mesi del 2019 arrivando a quota 706.918 forme.

Tuttavia, i consumi delle famiglie hanno compensato solo in parte la flessione dell’export e nel frattempo nei primi cinque mesi del 2020 la produzione complessiva di Grana Padano è aumentata del 4,3%. Insomma il 2020 sarà un anno davvero complicato per la nuova compagine direttiva del consorzio!

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