Il settore lattiero-caseario altoatesino fronteggia la crisi

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Annemarie Kaser, direttrice Federazione Latterie, Joachim Reinalter, presidente Federazione Latterie Alto Adige, Erwin Gschliesser del maso  Bergchristel Mareta/Racines, assessore Arnold Schuler
Annemarie Kaser, direttrice Federazione Latterie, Joachim Reinalter, presidente Federazione Latterie Alto Adige, Erwin Gschliesser del maso Bergchristel Mareta/Racines, assessore Arnold Schuler

In occasione della recente assemblea generale, la Federazione Latterie Alto Adige ha fatto il punto sul 2014, anno nel quale le avverse condizioni atmosferiche hanno reso difficile la produzione di foraggio e determinato un aumento dei costi di produzione. Gli allevatori, calati a 4.980, hanno conferito 379 milioni di chilogrammi di latte alle latterie e il prezzo loro pagato è leggermente aumentato a 49,88 centesimi/kg (al netto dell’IVA). Il fatturato del settore in Alto Adige ha avuto un rialzo dell’1,3% a 451 milioni di euro e assicura 910 posti di lavoro.
Per Joachim Reinalter, presidente della Federazione Latterie Alto Adige, è chiaro che le latterie devono realizzare il loro fatturato operando sul mercato. Le latterie dell’Alto Adige si sono preparate al dopo quote, investendo sui mercati, nella qualità e nell’efficienza a tutti i livelli della produzione. Ma «la politica ha l’obbligo di sostenere il settore lattiero-caseario approntando le condizioni operative per contrastare una concorrenza sempre più agguerrita. Per consentire agli agricoltori di continuare a produrre c’è bisogno di prezzi che tutelino il settore agricolo. Nelle zone montane non è possibile produrre latte ai prezzi competitivi degli mercati mondiali» spiega Reinalter. Facendo leva sull’esclusione di OGM, sull’uso di materie prime controllate e su un sistema di controllo esemplare «è stato possibile vendere i prodotti a prezzi buoni. Quasi tutto il latte conferito viene lavorato e questo ci svincola, almeno in parte, dal mercato del latte spot». La produzione dello yogurt della Federazione è aumentata del 5,1%, arrivando a 126 milioni di chilogrammi (contro un calo del 2% in Italia), quella del formaggio del 4% per un totale di 20 milioni di chilogrammi mentre i formaggi freschi come mascarpone e ricotta hanno registrato +6%. Nicchia interessante, il latte di capra ha segnato un rialzo del 33% arrivando a 0,8 milioni di chilogrammi trasformati in latte fresco, formaggio, yogurt e burro.

Gli sforzi degli allevatori vengono resi pubblici attraverso iniziative come la premiazione dei migliori produttori della provincia selezionati in base a un sistema a punti. Nel 2014 la targa è andata a 2.344 fornitori. Il miglior fornitore altoatesino del 2014 è Erwin Gschliesser, Bergchristel, Mareta/Racines. Erwin Gschliesser ha ottenuto 98,99 punti su 100. Il maso Bergchristel conferisce annualmente 47.000 kg di latte alla Latteria Vipiteno. Recandosi al lavoro, Erwin trasporta il latte fino al punto di raccolta a valle. «Per produrre latte di qualità si devono far quadrare molte cose – spiega Gschliesser, consapevole che il rischio è sempre in agguato. – In caso di problemi è importante intervenire con immediatezza” spiega l’appassionato agricoltore».

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