Ismea: meno latte e derivati nel carrello della spesa

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Ismea ha appena pubblicato il report “Tendenze – Lattiero caseario” n.2/2023. In esso, l’istituto rileva un calo delle consegne di latte vaccino in Italia rispetto dello scorso anno che, nei primi dieci mesi del 2023, si è attestata all’1,7%. Nonostante la minore offerta interna, la pressione competitiva esercitata dai principali fornitori sta spingendo al ribasso la quotazione del latte alla stalla nazionale, stimata a novembre a 49,6 euro/100 litri (-14% rispetto a un anno fa). Pur a livelli sostenuti, i prezzi dei mangimi hanno iniziato a flettere dall’estate e, in base all’indice Ismea dei prezzi dei mezzi correnti impiegati negli allevamenti bovini da latte, a novembre hanno ceduto 21% su base annua.

Andamento dei prezzi

Dopo l’estate, le quotazioni dei prodotti lattiero-caseari nazionali hanno perso terreno, portando l’Indice Ismea dei prezzi all’origine a +2,3% nei primi undici mesi del 2023 (+14,6% nel 2022). Per quanto riguarda i principali prodotti, Ismea registra a novembre un -8,3% su base annua per i listini del Parmigiano reggiano, -5,7% per il Grana padano, -3,8% per il Gorgonzola maturo dolce, -1,9% per la mozzarella vaccina.

Commercio estero

Nel periodo gennaio-settembre 2023, le esportazioni di formaggi e latticini italiani sono cresciute del 13,7% in valore e di poco meno del 5% in volume, trainate dal recupero del mercato tedesco (+10% in volume) e dalla buona performance dei freschi (+17% in valore e +7,4% in volume).

A trainare le esportazioni sono soprattutto i formaggi freschi (+17% in valore e +7,4% in volume) e Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+7,5% in valore e +3,4% in volume); in aumento anche i grattugiati (+19,3% in valore e +7,4% in volume) e il Gorgonzola (+19,5% in valore e +0,1% in volume).

Forte l’aumento delle importazioni di formaggi (+12,5% in volume e +9,8% in valore nei primi nove mesi del 2023), in particolare di freschi e semiduri. In rialzo anche le importazioni di burro (+15,4% in volume) e yogurt (+4,7% in volume), mentre sono diminuite le forniture di latte confezionato (-9% in volume).

La minore disponibilità interna sta spingendo le importazioni di latte in cisterna (+57,1% in volume) e, in particolare, anche in considerazione di forniture più convenienti, la Germania si è ricollocata nello storico ruolo di primo fornitore.

Acquisti domestici

L’aumento dei prezzi al dettaglio sta facendo arretrare la domanda al consumo. Per quanto riguarda latte e derivati a fronte di un rialzo della spesa delle famiglie del 14% nei primi dieci mesi del 2023, si evidenzia una riduzione delle quantità nel carrello dell’1%. La contrazione sta interessando tutti i segmenti, a eccezione dei formaggi duri.

Prospettive

La decelerazione dell’inflazione, attesa al +2,5% nel 2024 secondo le previsioni Istat, dovrebbero far riprendere i consumi interni. Sul fronte della domanda estera, il rafforzamento dell’euro potrebbe incidere sulla competitività dei prodotti nazionali, ma la vera incognita a livello globale è rappresentata dall’evoluzione nei prossimi mesi dei conflitti in corso in Medioriente e in Ucraina.