La Corporate Social Responsibility per il dairy

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Sostenibilità dell’industria e dell’intera filiera. Dall’alimentazione al packaging fino alla lotta allo spreco, Laura Ferrari, ospite di un webinar promosso da Fondazione Umberto Veronesi dedicato alla Corporate Social Responsibility, ha fatto il punto della situazione e ha raccontato l’impegno di Ferrari G. Industria Casearia Spa e di Assolombarda nel merito.

 

 

Molteplici aspetti, oltre a quello più immediato correlato alla salute, sono strettamente legati al cibo e all’alimentazione e hanno un impatto su tutta la popolazione globale. Il settore alimentare, nel suo complesso, è ben consapevole del ruolo di attore centrale che ricopre nel grande processo verso una maggiore sostenibilità economica, ambientale e sociale. Partendo da questi presupposti, Laura Ferrari, presidente di Ferrari Giovanni Industria Casearia SpA e del Gruppo Alimentazione Assolombarda, nel corso del webinar “L’ecosistema del cibo, catalizzatore di innovazione, sostenibilità e responsabilità” dedicato alla Corporate Social Responsibility” organizzato da Fondazione Umberto Veronesi ha elencato i quattro pilastri fondamentali del settore alimentare per andare in questa direzione: consapevolezza/informazione, circolarità/impatto della produzione e degli alimenti, packaging, lotta allo spreco alimentare.

Laura Ferrari, presidente di Ferrari Giovanni Industria Casearia SPA e del Gruppo Alimentazione Assolombarda

Consapevolezza/informazione

Un primo tema fondamentale è quello dell’alimentazione sostenibile che si lega necessariamente a un approccio consapevole al cibo. Avere consapevolezza di come nutrirsi correttamente fa bene a se stessi, alla società e al pianeta e per farlo il consumatore ha il diritto di ricevere informazioni chiare e sicure sul prodotto che sta acquistando e, di conseguenza, le aziende hanno il dovere di fornirle. Da questo punto di vista, l’etichettatura nutrizionale è un tema di discussione ancora aperto. Il settore alimentare italiano ha proposto il sistema Nutrinform Battery, basato su un simbolo “a batteria” che indica al consumatore l’apporto nutrizionale per singola porzione dell’alimento in rapporto al fabbisogno giornaliero. Una valida e più efficace alternativa al Nutriscore, sistema a semafori su cui l’Italia si è pronunciata sfavorevole, che indistintamente si basa sulle dosi (100 gr per tutti gli alimenti). Informazioni e comunicazioni corrette devono invece correlare l’impatto ambientale all’apporto nutrizionale, non ad un’unità di peso.

Circolarità/impatto della produzione e degli alimenti

Per offrire prodotti sostenibili è fondamentale considerare tutto ciò che ruota attorno alla produzione di cibo, come ad esempio l’impatto degli allevamenti e la produzione del formaggio, passaggi fondamentali dove è importante che venga ridotta l’impronta ambientale lungo tutta la filiera. Insomma l’industria stessa, così come la filiera nel suo insieme, deve essere sostenibile e circolare, impegnandosi nella valorizzazione e nel riutilizzo delle risorse.

Packaging

Il packaging e il suo inserimento a pieno titolo in una economia circolare sono costante oggetto di investimento e ricerca. Per i prodotti alimentari, ad esempio, il packaging deve preservare le caratteristiche organolettiche degli alimenti e mantenere il più a lungo possibile la shelf life. Tuttavia, la partita non è semplice: è necessario ricordare che i prodotti alimentari necessitano di packaging sicuri sul piano della salute umana e affidabili quanto a capacità di conservazione. Pertanto al momento, non tutti gli alimenti possono essere imballati con plastiche che appartengono al sistema del riciclo. Da qui l’opposizione dei produttori alla plastic tax, direttiva che non tiene conto di questa realtà dove ad oggi non vi è alternativa reale all’utilizzo della plastica vergine per il confezionamento.

Lotta allo spreco alimentare

La sostenibilità è anche il frutto di buone pratiche che non possono non annoverare la lotta allo spreco. Consistenti quantità di cibo sono sprecate perché risultano invendute dai produttori e distributori. Trovare una soluzione virtuosa a questa criticità non solo rientra nella protezione dell’ambiente ma risponde anche al fabbisogno alimentare di strati della popolazione che versano in situazione di disagio.

L’impegno di Assolombarda

“Assolombarda e diverse aziende come Ferrari G. Industria Casearia SpA si stanno impegnando per andare sempre di più in verso la sostenibilità e speriamo che tutte le aziende del settore alimentare, avvalendosi dei fondi del PNRR, possano sfruttare le opportunità che ne derivano per una produzione sempre più sostenibile” – dichiara Laura Ferrari.

“Come Ferrari G. Industria Casearia siamo infatti pienamente consapevoli della necessità di ridurre l’impatto della produzione e di dirigerci maggiormente verso il risparmio e il riutilizzo delle risorse, secondo i principi della circolarità.

Tra le attività in corso per raggiungere questi risultati, ad esempio, la nostra azienda aderisce al progetto Life del Consorzio Tutela Grana Padano, che si pone l’obiettivo di sviluppare un sistema per calcolare e ridurre l’impronta ambientale. L’allevamento è responsabile di oltre 80% dell’impronta ambientale di formaggi duri e sono le emissioni di metano dal letame ad avere un forte impatto sull’ambiente. Tra le misure di mitigazione individuate, molto significativa è la trasformazione del letame in impianti di produzione di energia rinnovabile (biogas) mediante l’impiego di digestori anaerobici. In tal modo è possibile trasformare una criticità in un’opportunità, ossia bio-metano derivato da un “fattore inquinante” che diventa fonte di energia rinnovabile.

Per quanto riguarda il packaging, invece, ci avvaliamo della collaborazione con l’Università degli Studi di Milano per studiare e mettere a punto packaging riciclabili provenienti da plastiche riciclate, fornendo pari garanzie di conservazione. Contiamo di essere sul mercato con i primi innovativi pack da gennaio 2022.”