La sostenibilità ambientale secondo Sammontana

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Già nel 2016 Sammontana aveva voluto era stata il primo produttore di gelato nel nostro Paese a siglare un accordo volontario con il ministero dell’Ambiente, quest’anno confluito in quello della Transizione Ecologica (MITE). Lo scopo era perseguire in modo certificato e trasparente un approccio di gestione ambientale integrato. Ciò ha dato il via all’analisi della Carbon Footprint dell’intero ciclo di vita (LCA) del l’iconico Barattolino, e ha portato, grazie al continuo confronto con il ministero, a un innovativo sistema di sviluppo sostenibile della propria produzione.

Un nuovo accordo

Nel 2021 è alla firma un nuovo accordo con questi elementi cardine:

  • Introduzione nello scopo anche del settore pasticceria surgelata, al fine di sviluppare una sostenibilità per tutta Sammontana Italia;
  • impegno a lavorare sulla definizione degli standard di categoria per la pasticceria surgelata dopo il lavoro fatto nel 2020/2021 sugli standard di categoria per il gelato, in fase di completamento.
  • Intensificazione del percorso avviato nel 2016, con la valutazione degli impatti nel ciclo di vita associati al packaging e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche innovative;
  • sviluppo dei progetti di eco-design nei settori gelato e pasticceria, anche valutando la circolarità delle varie soluzioni;
  • Prosecuzione dell’impegno per la Decarbonizzazione, valorizzando con metodologie integrate gli interventi atti a ridurre l’impronta ambientale «from farm to fork».

Il progetto “Made green in Italy”

Al fine di qualificare i prodotti con performance ambientali sostenibili, uno degli strumenti attivati a disposizione è il “Made Green in Italy”. Cioè il regolamento per l’attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, adottato e promosso dal ministero dal 13 giugno 2018. Ciò è possibile grazie all’adozione del metodo PEF – Product Environmental Footprint come definito nella raccomandazione 2013/179/CE e s.m.i, e associandovi aspetti di tracciabilità, qualità ambientale, qualità del paesaggio e sostenibilità sociale.

Nel 2019, attraverso la firma all’ultimo accordo volontario con il MITE, Sammontana ha voluto aderire e contribuire all’implementazione del “Made Green In Italy”, attraverso la definizione di regole per la conduzione di studi LCA nel comparto gelato. L’azienda, grazie alla sua esperienza in ambito di LCA, concorrerà all’elaborazione di regole che saranno a disposizione di tutte le imprese produttrici di gelato al fine di migliorare l’intero settore italiano e renderlo più competitivo sul piano internazionale.

Sammontana ha elaborato, in collaborazione con la Scuola Sant’Anna di Pisa, le regole per valutare i possibili impatti ambientali dei prodotti gelato da asporto e dei prodotti multipack, che si trovano nei negozi della GDO.

Una volta che le regole per il comparto verranno approvate dal MITE, lo schema permetterà l’utilizzo del marchio “Made Green In Italy” per i prodotti a basso impatto ambientale, consentendo così ai consumatori di scegliere con maggiore consapevolezza i prodotti con performance ad alta sostenibilità ambientale.

La valutazione dell’impronta ambientale in 4 fasi

1) Definire la metodologia di calcolo della carbon footprint nelle diverse fasi del ciclo di vita della produzione di gelato confezionato e la relativa contabilizzazione delle emissioni di CO2 equivalenti prodotte;

2) applicare gli standard internazionali con il coinvolgimento di un ente terzo per la verifica indipendente dei risultati degli studi;

3) mettere a punto le strategie e le opzioni per la compensazione delle emissioni attraverso l’acquisto di crediti di riduzione generati attraverso progetti nell’ambito dell’energia rinnovabile;

4) individuare gli interventi, economicamente efficienti, per la riduzione delle emissioni per ciascuna delle attività del ciclo di vita.

LCA su Barattolino

L’analisi della Carbon Footprint di Barattolino Sammontana lungo l’intero ciclo di vita del prodotto è stata condotta dall’azienda in collaborazione con Spinlife, Spin off dell’Università degli Studi di Padova. Realizzata secondo gli standard della serie ISO 14040-44 con focus principale sulle categorie d’impatto “Climate Change”, “Water Scarcity Footprint” e “Land Use”. Le emissioni di gas a effetto serra GHG (t CO2eq) associate ai processi e ai servizi per la linea di produzione Barattolino di Sammontana Italia nell’anno 2020 sono risultate pari a 31.833 ton CO2eq.

La metodologia seguita e la validità dello studio ricalcano quelle del 2018.

Sono considerati “primari” i dati di produzione, confezionamento e distribuzione, in quanto queste fasi del ciclo sono direttamente gestite da Sammontana Italia e fanno riferimento all’anno 2020.

Nel corso del 2019, oltre a proseguire con un adeguamento dei dati e degli studi in essere, l’azienda ha deciso di introdurre un importante aggiornamento metodologico che riguarda la revisione dei dati della filiera di produzione (con rifermento ai dati secondari, ovvero da database) e dei metodi di valutazione dell’impatto delle categorie “Water Scarcity” e “Land Use”. Questo aggiornamento è stato implementato ai fini di un allineamento alle linee guida del “Product Environmental Footprint” europeo. Tale revisione ha riguardato tutti gli studi condotti da Sammontana Italia a oggi, mantenendo sempre valido il sistema di riferimento rispetto al quale valutare le performance ambientali.

La valutazione della carbon footprint di Barattolino

Dallo studio effettuato emerge che le emissioni generate dall’intera linea Barattolino per l’anno 2020 ammontano a 31.883 tonnellate di CO2eq.

 

All’interno del ciclo di vita della linea Barattolino, il maggior contributo alla Carbon Footprint (in misura pari al 70,18%) proviene dai processi “upstream” (acquisto e produzione di materie prime e packaging). Nel merito delle materie prime, primeggiano il latte scremato in polvere (47,8% sul totale materie prime) e dal burro (8,84%).

Per quanto riguarda il packaging, che contribuisce alla Carbon Footprint per il 9,72%, i principali sono ascrivibili a contenitore e tappo (circa 87%) e scatola in cartone (circa 9%).

In merito alla fase produttiva (13,56%), il consumo di energia elettrica per servizi generali e produzione prodotti determina l’impatto più significativo, in misura pari a circa il 54%.

Quanto alla fase di “distribuzione” (processo downstream), il suo contributo alla Carbon Footprint è pari all’11,10%. Essa include la distribuzione “primaria” (dallo stabilimento e dalla cella di stoccaggio sino alle piattaforme della grande distribuzione) e quella “secondaria” (dalle piattaforme della grande distribuzione ai punti vendita).

La “fase d’uso” incide per il 4,79%, mentre il “finevita” per lo 0,37% sulle emissioni totali della linea di produzione.

Nel 2019, Sammontana Italia ha, inoltre, messo a punto un modello di economia circolare per misurare le proprie performance. La baseline, ovvero il punto di partenza rispetto al quale verificare i propri miglioramenti, ha messo in luce un buon livello di circolarità dei cicli tecnologici, legati a tutti i materiali non edibili utilizzati da Sammontana Italia (ad esempio il packaging) con un valore di 0,8 secondo una scala da 0 ad 1.

Per rafforzare l’impegno verso la completa circolarità dei processi, Sammontana Italia ha deciso di investire nuove risorse per colmare anche il residuo 0,2.

Per raggiungere questo obiettivo, l’azienda ha avviato diversi progetti:

-Incremento della riciclabilità degli imballi, con interventi su alcuni materiali utilizzati per i pack primari, per esempio per i prodotti da asporto, e l’impiego di rPET nel pieno rispetto dei parametri di sicurezza e qualità alimentare;

-Ottenimento della certificazione ATICELCA per la maggior parte degli imballi che contengono carta: questo significa che oggi la maggior parte degli incarti dei prodotti alimentari a marchio Sammontana Italia può essere conferita assieme alla carta e per rendere più facile la differenziazione ai consumatori, tale informazione è riportata sempre su tutti gli imballi;

-Recupero o riuso di materiali di imballo (contenitori per creme, riciclo carta per fare i cartoni, legno ecc.).

La ricerca e lo sviluppo di soluzioni per il packaging

Sammontana Italia intende, da un lato, ridurre sempre di più l’impatto ambientale dei propri pack favorendone il riciclo o la compostabilità a finevita e, dall’altro, comunicare in modo più efficace i benefici di tale scelta al consumatore.

Le principali direzioni di intervento sono focalizzate sui packaging a base carta con protezione di politenatura. Una soluzione che, come confermato dagli studi LCA, offre buoni risultati in termini di riduzione dell’impatto ambientale. Per questo è stata adottata per il confezionamento (secchiello e tappo) di alcune referenze della linea Barattolino, che ha reso l’imballo 100% riciclabile nella frazione carta.

L’adozione del packaging in carta ha consentito un importante miglioramento delle performance ambientali di Barattolino Sammontana, con una riduzione prevista del 9% dell’emissione di gas serra secondo i dati 2021 a confronto con quelli del 2019.

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