Le previsioni a breve termine per latte e formaggi UE

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Secondo le previsioni a breve termine per i mercati agricoli 2019-2020 appena redatte dalla Commissione UE, nell’UE-28 il consumo di latte alimentare nell’UE continuerà a diminuire.

Scenario negativo per il latte alimentare

Ciò, insieme al calo delle esportazioni nel 2018, ha determinato un ulteriore rallentamento della produzione su base annua (-2%). Nel 2019, la tendenza al ribasso dovrebbe rallentare (-1%) grazie all’aumento delle esportazioni (+20% tra gennaio e luglio) che, tuttavia, assorbono circa il 3% della produzione di latte alimentare.

Nonostante la crescente segmentazione del comparto latte alimentare che mira a soddisfare nuovi bisogni/richieste del consumatore (come latte fieno, latte da bovini al pascolo, biologico, senza OGM…) nel 2020 il calo produttivo dovrebbe attestarsi a -1%. Il comparto del latte alimentare deve inoltre fronteggiare la concorrenza crescente delle bevande vegetali le cui vendite, a livello UE, sono pari a circa il 4% di quelle di latte vaccino. Senza contare poi che alcuni produttori dairy hanno deciso di inserire nel portafoglio prodotti anche bevande vegetali. Che la concorrenza provenga dall’esterno o dall’interno del comparto, il bilancio è sempre negativo dal momento che l’aumento delle vendite delle bevande vegetali è inferiore alla perdita nelle vendite di latte alimentare.

Un futuro all’insegna della stabilità per i formaggi

Tra gennaio e luglio, le crescenti spedizioni verso gli Stati Uniti (+ 7%), Giappone (+ 5%) e Svizzera (+ 1%) hanno spinto verso l’alto le esportazioni di formaggi UE (+ 2%). Nonostante i bassi volumi, l’aumento più dinamico è stato registrato in Cina (+ 20%), Paese che apprezza soprattutto i formaggi fusi. E che continuerà a farlo sempre più. Nel corso del 2019, nonostante il previsto rallentamento delle spedizioni verso gli Stati Uniti, la domanda sostenuta in altri mercati dovrebbe sospingere l’export (circa il 2%) mentre sul fronte interno si prevede uno scenario stabile. Da tutto ciò ne discende che l’incremento della produzione casearia dovrebbe essere prossimo all’1%. Nel 2020, il rallentamento della domanda dovrebbe continuare e le esportazioni dell’UE dovrebbero crescere di circa l’1,5%, portando a un rialzo produttivo dello 0,6%.

Per quanto concerne il siero, la sua produzione dovrebbe aumentare di quasi l’1%, di cui circa il 60% sarà probabilmente impiegato per l’alimentazione e il 10% sarà esportato, principalmente in Cina. Tra gennaio e luglio, la Cina ha assorbito un terzo dell’export comunitario di siero, con un rialzo dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Su base annuale, le esportazioni dovrebbero rimanere stabili.

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