Luci e ombre per il latte veneto

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L’Agenzia regionale Veneto Agricoltura ha diffuso i dati relativi al comparto lattiero regionale.

Nel 2020, in Veneto gli allevamenti sono calati a circa 3.000 unità (-4% rispetto al 2019), di cui circa 1.500 detengono quasi il 90% dei capi (sono circa 150.000 le vacche che costituiscono la mandria veneta). Ciò significa che i piccoli allevamenti stanno scomparendo, mentre quelli di grandi dimensioni (con oltre 500 capi) si stanno rafforzando, segnando addirittura una crescita del +12%.

Un dato che invece preoccupa fortemente gli allevatori è quello dei prezzi del latte alla stalla, che nel 2020 In Veneto hanno perso il 6,4% (-9% in Italia), per un valore complessivo regionale pari a 429 milioni di euro (-0,5%). Di contro, sono aumentate le quantità di latte consegnato alle latterie e ai caseifici, che nel 2020 nel Veneto ha raggiunto quota 1,2 milioni di tonnellate, con un rialzo del 2,4% rispetto al 2019 (in Italia 12,6 mln t, +4,5%; nell’UE 145 mln t, +2,3%).

Se le chiusure forzate dovute al Covid hanno azzerato l’horeca, di contro hanno fatto crescere i consumi domestici di formaggi, in particolare dei freschi (+8,3%). Complessivamente, per quanto riguarda i formaggi, cala l’import (-10% in valore; -13% in quantità) e l’export (-2%; -1,5%). Bene i numeri della produzione: Grana Padano +1,7%; Asiago +11%; Montasio +48%; Piave +17%; Monte Veronese +10%.

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