Nel 2020 crescita organica per Nestlé

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Lo scorso anno la multinazionale elvetica ha avuto una crescita organica record del 3,6%, mentre la crescita interna reale è stata del 3,2%. I prezzi hanno contribuito per lo 0,4% e sono migliorati durante l’anno, in particolare nei mercati emergenti. Il cambio valutario ha ridotto le vendite del 7,9% a causa del continuo apprezzamento del franco svizzero rispetto alla maggior parte delle valute. Le dismissioni hanno avuto un impatto negativo del 4,6%, in gran parte correlato alla cessione di Nestlé Skin Health, del business dei gelati negli Stati Uniti e quello dei salumi Herta. Di conseguenza, nel 2020 le vendite totali dichiarate sono diminuite dell’8,9% a 84,3 miliardi di CHF (2019: 92,6 miliardi di CHF).

Tra le categorie di prodotto che hanno maggiormente contribuito alla crescita, vi sono i prodotti lattiero-caseari. Essi hanno registrato un consistente rialzo, grazie all’incremento di domanda di prodotti per la preparazione dei pasti in casa e del latte fortificato a prezzi accessibili. Le vendite dei prodotti Starbucks hanno raggiunto i 2,7 miliardi di CHF, con un rialzo incrementale di oltre 400 milioni CHF nel 2020.

Un latte più rispettoso del clima

L’agricoltura rappresenta quasi i due terzi delle emissioni totali di gas serra di Nestlé, con i derivati lattieri e il bestiame vi contribuiscono per circa la metà. Eppure il latte è un’ottima fonte di nutrienti e una materia prima fondamentale. Ridurre significativamente l’impronta di carbonio dei derivati lattieri è quindi obbligo. Per questo Nestlé sta lavorando insieme ai propri partner per trovare soluzioni innovative. I maggiori progressi in tale ambito sono stati raggiunti nei mercati lattiero-caseari tradizionali, come Nuova Zelanda, Stati Uniti, Svizzera e Irlanda.

Il punto di partenza è stato quantificare le emissioni delle singole aziende agricole conferenti mediante uno strumento molto diffuso (Cool Farm Tool). Esso ha permesso di raggruppare i fornitori in cluster affini, che fungono da base per la definizione delle soluzioni e per misurarne l’impatto. E poiché sempre più aziende utilizzano questo strumento, ciò favorisce la coerenza e la comparabilità dei dati in tutto il settore.

Insieme agli allevatori, Nestlé ricerca soluzioni su misura, complete e innovative che si concentrano in alcune aree chiave: ridurre il metano prodotto durante la digestione ruminale; utilizzare mangimi locali prodotti in modo sostenibile; migliorare la gestione del letame e del pascolo; ottimizzare la struttura della mandria e garantire la salute e il benessere degli animali; e, infine, espandere l’uso delle energie rinnovabili.

Gli sforzi hanno già portato a una riduzione delle emissioni delle aziende agricole. In Cina, per esempio, Nestlé ha aiutato piccoli agricoltori a crescere e modernizzare le loro aziende attraverso il Dairy Farming Institute, istituito a Shuangcheng nel 2014. Nel 2020, poi, il gruppo inizierà a lavorare su nove aziende agricole pilota a zero impatto netto in tutto il mondo per apprendere e diffondere le migliori pratiche negli allevamenti da latte. Negli Stati Uniti, per esempio, Nestlé già sostiene l’iniziativa Net Zero per sviluppare quattro aziende agricole a zero impatto netto.

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