OriGIn EU: proposta UE di riforma IG ambigua e poco ambiziosa

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In merito alla proposta legislativa per la revisione del sistema delle Indicazioni Geografiche (IG) che la Commissione UE ha presentato ieri, OriGIn EU non ha esitato a dire la propria.

La proposta – afferma l’associazione – contiene aspetti incoraggianti come la protezione rafforzata e maggiori controlli delle IG, anche per quanto concerne i domini. Tuttavia, la tutela delle IG potrebbe essere limitata dal tentativo di definire i concetti di evocazione e lo status generico delle denominazioni.

Inoltre, OriGIn EU rileva come alcune disposizioni non vanno nella direzione recentemente tracciata dalla riforma dell’OCM e dal regolamento 1151/2012.

L’associazione si aspettava proposte forti a sostegno del ruolo strategico delle IG e più ambizione nel riconoscimento dei poteri e delle prerogative dei gruppi, che sono il fulcro del sistema UE.
Inoltre, oriGIn EU si rammarica della complessità delle procedure che potrebbero derivare dalla proposta, poiché la semplificazione del sistema è una delle sue principali priorità. Pur rimanendo responsabile del processo decisionale in materia di registrazioni, modifiche e cancellazioni delle IG, la Commissione propone gestire il sistema in collaborazione con l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), senza spiegare i poteri e le responsabilità ad esso attribuiti. Ciò potrebbe determinare tanto un ulteriore rallentamento del processo quanto la perdita di centralità della Commissione.

Infine, per oriGIn EU nella proposta mancherebbe una visione chiara sul futuro delle indicazioni geografiche. La Commissione chiederebbe per sé diversi poteri delegati, che aggirerebbero i due colegislatori dell’UE, il Parlamento europeo e il Consiglio, per decidere, in una fase successiva, su questioni strategiche come la sostenibilità.