Prodotti lattieri, miniera d’oro per l’export irlandese nel 2022

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Secondo le statistiche più recenti, il 2022 ha riservato soddisfazioni all’Irlanda. Le sue esportazioni di burro sono aumentate del 26% (di 270 milioni di euro), raggiungendo 1,32 miliardi di euro. L’UE, il Regno Unito (che ha recuperato attestandosi ai livelli pre pandemia) e il Nord America rimangono lo sbocco privilegiato per questo derivato lattiero, assorbendo il 95% delle esportazioni.

Sul fronte formaggi, l’export irlandese ha guadagnato circa 260 milioni di euro nel 2022, toccando i 1,3 miliardi di euro, con un rialzo del 25% rispetto al 2021. I mercati dell’UE hanno inciso per oltre la metà di questa crescita: pronunciati i flussi verso Francia, Paesi Bassi e Germania, anche a causa di una minore offerta locale. Dati in ascesa per il cheddar irlandese pure in Spagna e Belgio rispettivamente del 40% e del 70% circa. Il commercio verso il Nord America e il Regno Unito è stato sostanzialmente in linea con i volumi del 2021, ma con un rialzo a valore. Per quanto riguarda l’Asia, il Giappone si conferma un mercato chiave per il cheddar irlandese, Paese in cui ha spuntato un’ulteriore crescita.

Destinazione geografica: in Europa…

L’UE si conferma la principale destinazione dei prodotti lattiero-caseari irlandesi, con il 34% a valore (rispetto al 31% del 2021). Le esportazioni nella regione hanno guadagnato il 42% (672 milioni di euro a valore) per un totale stimato di 2,3 miliardi di euro. Con formaggio e burro che rappresentano oltre i due terzi del volume verso la Germania, il valore di tale mercato è cresciuto del 32% per raggiungere circa 482 milioni di euro. Dopo i bassi valori del 2021, la Francia ha rimbalzato: +80 milioni di euro nel 2022, pari a un rialzo del 47%. I mercati hub dei Paesi Bassi e del Belgio hanno ottenuto risultati particolarmente positivi, contribuendo rispettivamente con 300 milioni di euro e 89 milioni di euro alla crescita complessiva nell’UE.

Sebbene le esportazioni lattiero-casearie irlandesi nel Regno Unito abbiano registrato un +39% nel 2022, l’incidenza di tale Paese sulle esportazioni dairy totali è rimasta relativamente stabile al 19%. Formaggio e burro rappresentano oltre il 50% delle esportazioni irlandesi in UK.

…e fuori

Il commercio dairy irlandese verso il Nord America ha sperimentato un rialzo del 12% nel 2022, trainato da un aumento dei volumi spediti del 12% mentre il valore totale è stimato a circa 800 milioni di euro (+46%, +250 milioni di euro rispetto al 2021). Burro, formaggio e caseina sono i prodotti chiave per il successo in tale regione e sono i driver che sottendono alla crescita di Stati Uniti e Messico rispettivamente del 54% e del 45%.

Il mercato africano del dairy irlandese del 2022 ammonta a 925 milioni di euro (anno su anno +230 milioni di euro, +33%). Il continente rappresenta oggi il 14% dell’export dairy a valore.

Infine le consegne in Asia che hanno invece fruttato 955 milioni di euro all’Irlanda nel 2022 (anno su anno: +125 milioni di euro, +15%).

Dopo un forte calo a valore del 2021, il commercio con la Cina si è stabilizzato nel 2022 con esportazioni stimate a 500 milioni di euro (+12%). Il continente asiatico ora rappresenta il 14% di tutte le esportazioni a valore.

Il Giappone continua a essere un mercato importante per il cheddar irlandese (+20% in valore), stimato in 80 milioni di euro.

Prospettive

Guardando al 2023, gli analisti irlandesi prevedono che l’offerta lattiero-casearia irlandese aumenterà leggermente rispetto al 2022. Una maggiore disponibilità di fertilizzanti all’inizio dell’anno e condizioni meteorologiche favorevoli supporterebbero maggiori volumi. La volatilità dei costi energetici e la disponibilità di manodopera saranno altri fattori che potrebbero influenzare le produzioni dei diversi derivati.