Sostenuto il consumo svizzero di alimenti di origine animale

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Il commercio al dettaglio è il principale canale di smercio per l’agricoltura svizzera. L’anno scorso l’Ufficio federale dell’agricoltura ha svolto un’analisi accurata in base alla quale ha redatto per la prima volta una panoramica dettagliata sul commercio al dettaglio stazionario svizzero nel 2020, acquisti online esclusi.

L’indagine illustra nel dettaglio la cifra d’affari dei singoli generi alimentari che hanno uno stretto legame con l’agricoltura svizzera. Tra questi rientrano, per esempio, i gruppi merceologici carne, latte, uova, frutta o verdura, patate incluse. Con una cifra d’affari pari a 10,6 miliardi di franchi, la quota dei prodotti di origine animale rispetto alla cifra d’affari totale dei generi alimentari nel commercio al dettaglio ha raggiunto il 35,6 per cento. Frutta, verdure e patate, con una cifra d’affari di 4,1 miliardi di franchi, segnano una quota del 13,7 per cento.

Cresce il peso del biologico

I dati mostrano che un’economia domestica privata nel 2020 in media ha destinato 820 franchi all’acquisto di alimenti biologici nel commercio al dettaglio svizzero. Pertanto più di un franco su dieci è stato speso in questo comparto.

Gli Svizzeri preferiscono il commercio al dettaglio classico

Il commercio al dettaglio classico occupa una posizione preminente. Il 77 per cento della spesa per generi alimentari degli Svizzeri riguarda infatti questo comparto. Migros, Coop, Volg e co. hanno registrato una cifra d’affari per i generi alimentari di 22,9 miliardi di franchi. I discount hanno raggiunto complessivamente una quota di cifra d’affari del 17 per cento, superando la soglia dei 5 miliardi. Nei negozi specializzati e nelle stazioni di servizio è stata totalizzata una cifra d’affari di 1,8 miliardi che corrisponde a una quota del 6 per cento.

In città si consuma meno latte

Dall’analisi emergono anche differenze regionali: le economie domestiche della Svizzera occidentale hanno speso il 4,0 per cento del loro budget in pesce a fronte del 2,1 per cento nella Svizzera tedesca; le economie domestiche nelle aree urbane hanno acquistato meno carne e latte rispetto a quelle nelle regioni rurali e infine le famiglie con figli hanno speso di più per la carne mentre le economie domestiche senza figli, in proporzione, spendono di più per verdure e alcolici.

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