Depurare le acque tutela l’ambiente

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Impianto monoblocco biologico Ecoclock, con locale tecnico annesso, funzionante
con tecnologia a membrane M.B.R. Potenzialità fino a 50 m3/g, dimensioni Ø 3×17 m. Installazione De Tomasi Ice di Camisano Vicentino (VI)

Cresciuta e sviluppatasi progettando e realizzando impianti di depurazione basati su tecnologie di depurazione meccaniche, chimiche e biologiche, Depur Padana Acque ha accumulato una vasta esperienza anche nel comparto caseario, dove il trattamento delle acque reflue deve essere personalizzato in base alle varie lavorazioni svolte nel caseificio, compresi il tipo di formaggio prodotto e il latte lavorato. Abbiamo incontrato Marco Griguolo, technical sales manager, che ci ha parlato dell’azienda e delle nuove tecnologie offerte.

Dr. Griguolo, qual è la tecnologia di depurazione più adatta per le aziende del settore caseario?

La tecnologia che meglio si adatta al trattamento delle acque nel comparto caseario è l’ossidazione biologica a fanghi attivi, dove microrganismi selezionati metabolizzano ed eliminano la contaminazione disciolta nel refluo. Per ottimizzare il processo sono però necessari pretrattamenti digrassanti il refluo, che possono essere di tipo statico o, nel caso in cui la quantità d’acqua da trattare sia elevata, invece, preferibilmente automatici a più alto rendimento (flottatori ad aria micropressurizzata con separazione automatica dei grassi). Il trattamento biologico presuppone differenti approcci e, oltre ai tradizionali sistemi a decantazione statica dei fanghi attivi (modalità continua, con decantatore, o discontinua sequenziale S.B.R., Sequencing Batch Reactor), offriamo la tecnologia con membrane di ultrafiltrazione (M.B.R., Membrane Bio Reactor), che permette di realizzare l’impianto in metà spazio rispetto ai sistemi tradizionali o di raddoppiare o triplicare la potenzialità di impianti esistenti senza dover realizzare nuove vasche né opere murarie importanti. Con questi sistemi eliminiamo il carico inquinante, garantendo lo scarico nel rispetto dei parametri COD, BOD, solidi sospesi, grassi e oli, ottenendo anche un’acqua che può essere riutilizzata.

Quali sono le novità che offrite per la depurazione dei reflui gravosi prodotti dalle attività di un caseificio?

I depuratori biologici modulari serie Ecoblock sono perfetti per le esigenze dei caseifici. Disponibili in configurazione S.B.R. e M.B.R., sono completi di vano tecnico e quadro elettrico, soffianti di aerazione e serbatoi per reagenti. In un unico monoblocco cilindrico orizzontale, che realizziamo in carpenteria in svariati diametri e lunghezze, vi sono vasca di ossidazione e di denitrificazione, oltre al vano con membrane d’ultrafiltrazione piane della versione M.B.R., particolarmente adatte alle caratteristiche dei reflui caseari. La modularità è molto elevata, grazie alla possibilità di aggiungere nuovi blocchi in qualsiasi momento per ampliare il volume d’ossidazione o migliorare la qualità dell’effluente depurato, per esempio. I nostri Ecoblock sono completi di collegamenti elettrici, idraulici e pneumatici, per facilitare e velocizzare le operazioni d’installazione e ridurre i tempi di messa in esercizio. Trattandosi di un impianto monoblocco, il cliente può facilmente rimuoverlo e spostarlo in altro luogo. Stiamo riscontrando moltissimo interesse, da parte del mercato, per questa innovativa e pratica soluzione esecutiva.

Oltre ai tradizionali processi a fanghi attivi, che cosa offre Depur Padana Acque ai clienti piccoli e grandi?

Oggi siamo in grado di offrire due diverse tecnologie di depurazione: la tradizionale, ma pur sempre efficace, a flusso discontinuo automatico (S.B.R.) e l’innovativa, sia pure già consolidata, tecnologia M.B.R. Gli impianti M.B.R. uniscono i tradizionali processi a fanghi attivi con processi di ultrafiltrazione su particolari membrane con luci di filtrazione inferiori a 0,1 micron. Le membrane sono immerse direttamente nei fanghi attivi del reattore biologico, in un comparto dedicato, ed effettuano la separazione dell’acqua depurata dai fanghi scaricando un “permeato” che risulta limpido e senza materiali in sospensione, esente da virus e batteri.

Quali sono i vantaggi delle membrane di ultrafiltrazione, nel settore della depurazione acque?

Le membrane ultrafiltranti rappresentano forse l’innovazione più importante degli ultimi dieci anni, nel trattamento delle acque. La possibilità di inserire nell’impianto una barriera fi sica che separa la biomassa dall’acqua depurata consente di raggiungere risultati impossibili con tutti gli altri sistemi tradizionali. Molti sono i vantaggi, tra cui diminuzione del volume totale dell’impianto rispetto a uno tradizionale; rimozione totale dei solidi sospesi e di tutte le problematiche correlate alla sedimentabilità dei fanghi attivi; possibilità di riutilizzo dell’acqua depurata per sottoservizi; riduzione dei costi di manutenzione e smaltimento; razionalizzazione e abbattimento dei costi energetici; semplicità di gestione e minori costi di manutenzione; elevato abbattimento di azoto e fosforo; minima presenza di nitrati nelle acque in uscita; elevata qualità delle acque depurate inviate allo scarico.

Quali sono le opportunità per le aziende casearie che adottano un sistema di trattamento biologico a flusso discontinuo?

Il bioreattore S.B.R. a flusso discontinuo è generalmente costituito da un unico bacino all’interno del quale si sviluppano sia i processi biologici di depurazione sia la fase di sedimentazione del fango, e dal quale si provvede all’estrazione dell’effluente depurato e dei fanghi di supero. Il tutto è gestito automaticamente e con possibilità di intervenire sui tempi di durata delle varie fasi del processo, rendendo l’impianto di depurazione completamente adattabile alle condizioni di lavoro variabili di un caseificio. I principali vantaggi derivanti dall’applicazione dei bioreattori S.B.R., rispetto ai più comuni impianti in continuo (per intenderci, quelli con decantatore secondario per la separazione del fango attivo dall’acqua depurata), sono: elevata resistenza agli eventuali shock dovuti a improvvisi innalzamenti di carico organico; semplificazione dal punto di vista impiantistico, strutturale e gestionale, con elevata affidabilità del processo in fase depurativa e di decantazione del fango; volumi del reattore più contenuti, grazie alla possibilità di lavorare con concentrazioni di biomassa maggiori rispetto ai sistemi con decantatore.

In quali casi per un cliente è preferibile scegliere un sistema S.B.R. o la tecnologia M.B.R.?

Generalmente il costo impiantistico di un sistema S.B.R. è più contenuto rispetto alla tecnologia M.B.R., sulla quale incide il costo delle membrane di ultrafiltrazione e dell’impiantistica correlata. Per contro, tale vantaggio è in parte colmato dai maggiori costi delle opere edili associati alle soluzioni S.B.R., soprattutto per realizzazioni in muratura. Come ho già detto, infatti, gli impianti M.B.R. sono molto più compatti, meno ingombranti. Oltre al fattore economico, certamente importante, ribadisco che con la tecnologia delle membrane è possibile ottenere un effluente depurato di qualità nettamente superiore a qualsiasi altro sistema biologico di depurazione, tale da rendere questa tecnologia praticamente indispensabile quando il corpo idrico ricettore è costituito dalle acque superficiali o addirittura dal suolo, dove i limiti di legge allo scarico sono estremamente restrittivi. In Italia sono ormai in molti ad avere un depuratore, sia pure datato, e il fatto di poterne raddoppiare la potenzialità solo con l’aggiunta delle membrane è sicuramente un altro importantissimo punto a favore di questa potente tecnologia.

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