Agenda 2030: l’impegno di Granarolo

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L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione voluto dall’ONU e basato su 17 obiettivi da conseguire entro il 2030. In riferimento al 12esimo obiettivo (“Consumo e produzioni responsabili”) Granarolo ha appena chiarito quale sarà il suo contributo concreto per il suo raggiungimento. Nello specifico sono 3 i fronti in cui il gruppo si è impegnato ad agire.

#1 Maggiore benessere animale alla stalla

Lo scopo è raggiungere un punteggio minimo di 70/100 di benessere animale per tutte le stalle della filiera Granarolo-Granlatte già certificate, accompagnato da una più attenta gestione dell’uso dei farmaci finalizzata alla riduzione degli stessi e alla migliore efficacia terapeutica. Per questo sono stati pianificati incontri di formazione con gli allevatori di tutte le Regioni in cui Granlatte-Granarolo è presente e incontri con crediti formativi con i veterinari aziendali.

#2 Riduzione della plastica

Al fine di contrarre le emissioni di 3.787 t di CO2 eq. Granarolo intende:

a. alleggerire gli imballaggi primari e secondari;
b. impiegare plastica riciclata nelle bottiglie di latte e negli imballi dei formaggi;
c. recuperare gli imballaggi del latte reso da mercato;
d. sperimentare materiali alternativi alla plastica.

In parallelo Granarolo vuole creare dei meccanismi premianti con consumatori e retailer che possano incentivare la raccolta e il riciclo di plastica.

Molte le iniziative già attuate di alleggerimento dei pack di plastica primari e secondari. Alcuni esempi: dallo scorso marzo il gruppo impiega la prima bottiglia di latte in Italia con il 20% di plastica riciclata, percentuale salita al 25% da giugno ed, entro fine anno, al 50% su tutte le bottiglie. Da inizio anno è partito il recupero delle bottiglie in plastica rese dal mercato, prima destinate a termovalorizzatore o discarica, e in parallelo sono in corso sperimentazioni su materiali alternativi alla plastica, anche in sinergia con giovani start-up.

#3 Piano anti-spreco

In sinergia con istituzioni, clienti e consumatori Granarolo ha avviato un piano anti-spreco di latte e derivati, per diminuire del 10% i resi da mercato italiano (stimando in 123.000 tonnellate il reso da mercato di latte e latticini freschi in Italia) che corrispondono a -1.400 t di CO2 eq.

Il gruppo ritiene di raggiungere lo scopo tramite:
a. un allungamento delle shelf-life dei prodotti;
b. una campagna per una gestione più sostenibile dei prodotti in casa;
c. una campagna sui nuovi usi per i prodotti in scadenza;
d. una campagna per un corretto smaltimento.

Le ragioni

Latte e derivati contribuiscono in larga parte allo spreco alimentare. Possono rappresentare fra il 4 e l’8% del venduto della categoria. Attualmente nella migliore delle ipotesi il prodotto ritirato dai punti vendita, nel rispetto della catena del freddo, pur essendo ancora integro, può essere recuperato come sottoprodotto da indirizzare all’alimentazione animale. Un allungamento della shelf-life potrebbe garantire una riduzione dello spreco alimentare, in considerazione del grande lavoro fatto, a partire dalla stalla per migliorare la qualità del latte in origine e lungo la catena del freddo per preservarne le caratteristiche organolettiche, anche grazie alle nuove tecnologie disponibili.
Una vita residua più lunga dell’attuale consentirebbe alle famiglie alto consumanti di fare un minimo di scorta, acquistando in una sola volta la quantità di prodotti necessari per la settimana. Un virtuoso processo competitivo di miglioramento continuo gioverà a tutte le parti interessate, consumatori, produttori, trasformatori e ambiente.

«Stiamo allungando il periodo di vita dei nostri prodotti – ha chiosato Giampiero Calzolari alla presentazione dell’iniziativa. – Ora servono leggi che favoriscano la durabilità degli stessi, il loro mantenimento e una tassazione che non colpisca il lavoro, ma l’energia e i materiali utilizzati».

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