L’evoluzione data driven del comparto lattiero-caseario: dalla supply chain al mercato

6

In un mercato caratterizzato da prodotti freschi e alta volatilità, la marginalità si difende con i dati. L’integrazione di processi di Sales & Operations Planning (S&OP) con modelli di demand forecasting trasformano la logistica in un vantaggio competitivo. L’esperienza di Latteria Soresina. L’evoluzione data-driven del comparto sarà il tema dell’Agrifood Insight Summit del 24 settembre.

Il settore lattiero caseario si trova oggi in un contesto di mercato segnato da un paradosso strutturale: la necessità di gestire una materia prima estremamente delicata a fronte di una domanda sempre più volatile e di una pressione commerciale esercitata dalla GDO che non ammette inefficienze.

Per un’azienda che trasforma latte la gestione dei tempi non è solamente una variabile operativa, ma il cuore stesso della redditività. Ogni giorno, un fiume di materia prima deve essere valorizzato, bilanciando gli input che arrivano dalle stalle con le richieste continue che giungono dal mercato.

In questo scenario il vincolo invalicabile della data di scadenza e la vita utile ridotta dei prodotti freschi rendono il rischio di “over-stock” o, al contrario, di “tagli ordini” una minaccia costante per i margini aziendali, che in questo comparto si giocano spesso su pochi centesimi per unità di prodotto.

La tesi centrale di questa analisi è che la difesa della marginalità nel lattiero-caseario passi inevitabilmente attraverso l’adozione di sistemi di Sales & Operations Planning (S&OP) capaci di trasformare la supply chain da centro di costo a fattore competitivo determinante.

Dal paradigma dell’intuito alla pianificazione della domanda

Per anni molte realtà del comparto hanno basato la propria pianificazione sulle scelte dei responsabili di produzione o sull’esperienza storica dei reparti commerciali. Tuttavia, la complessità attuale richiede un salto culturale verso sistemi decisionali guidati dai dati.

L’implementazione di un processo di S&OP non deve essere vista meramente come l’adozione di un nuovo software, ma come una forma di mediazione culturale tra le diverse anime dell’azienda: produzione, logistica e vendite.

L’obiettivo è smettere di “rincorrere” gli ordini per iniziare a governarli, evadendo le richieste nei tempi previsti dai clienti ma con i giusti costi interni. Passare a un sistema “data-driven” significa avere la capacità di sapere in anticipo quali quantità saranno necessarie in magazzino, evitando che le scorte si alzino casualmente e mettano a rischio la freschezza del prodotto finale.

Questo approccio permette di gestire in modo collaborativo e concertato eventuali surplus di materia prima o mancanze improvvise, decidendo in modo strategico quale canale servire o quale cliente può attendere, basandosi su proiezioni oggettive.

Il caso Latteria Soresina: ottimizzare i processi per vincere sul mercato

Un esempio emblematico di questa trasformazione è rappresentato dal percorso intrapreso da Latteria Soresina in collaborazione con Quin.

La cooperativa lombarda, primo produttore al mondo di Grana Padano, ha scelto di digitalizzare i propri sistemi informativi per ottimizzare i processi di Demand Forecasting e Production Planning.

Attraverso un metodo che ha messo al centro la conoscenza profonda dell’azienda e delle sue persone, è stato definito un modello funzionale di S&OP che ha portato all’introduzione di un sistema di calcolo del forecast basato su algoritmi statistici.

Grazie a questo nuovo assetto, l’azienda è in grado di elaborare ordini di produzione condivisi reparto per reparto, arrivando a decidere cosa produrre una settimana per l’altra.

Un elemento di particolare innovazione è la condivisione delle giacenze nei depositi con alcune importanti catene della distribuzione italiana: questo dialogo extra-sistema permette di elaborare piani di produzione che tengono conto dell’andamento interno dei retailer, evitando inutili aumenti di stock e migliorando drasticamente il livello di servizio.

Tecnologie abilitanti: MES e intelligenza artificiale nel reparto caseario

Il percorso verso la completa digitalizzazione non si ferma alla pianificazione della domanda, ma deve penetrare fin dentro il cuore dei reparti produttivi.

Il passo successivo per le aziende all’avanguardia è l’implementazione del MES (Manufacturing Execution System), essenziale per dialogare direttamente con le macchine e ottenere ritorni oggettivi dalle linee di produzione e dal magazzino.

L’integrazione tra sistemi transazionali e tecnologie di intelligenza artificiale apre frontiere promettenti per la gestione della stagionalità e dei picchi di domanda, come accade tipicamente per il burro nel periodo autunnale.

L’utilizzo di strumenti di AI permette di sperimentare modelli predittivi capaci di anticipare potenziali situazioni critiche nelle forniture o nella produzione, aumentando la reattività della supply chain di fronte a eventi imprevisti.

In questo contesto, l’ecosistema integrato proposto da Quin e QGS offre alle imprese le competenze necessarie per far confluire i dati in dashboard di reporting intuitive (suite Navgreen), permettendo a manager e imprenditori di visualizzare i dati nel momento e nel luogo in cui si generano.

Governance dei processi e sostenibilità economica della filiera

La digitalizzazione della filiera lattiera offre vantaggi che vanno oltre la semplice efficienza immediata, toccando aspetti strategici come la governance del “face out” dei prodotti e la pianificazione delle manutenzioni.

Spesso, nelle grandi aziende, si tende ad aprire molti nuovi codici prodotto senza mai chiudere quelli obsoleti; l’integrazione di queste decisioni all’interno del processo di S&OP permette di fare pulizia nei cataloghi, creando efficienza produttiva e garantendo un servizio migliore al cliente.

Inoltre, l’automazione dei flussi informativi consente di programmare alert e manutenzioni basate sui calendari di produzione, minimizzando i fermi linea imprevisti e ottimizzando l’impiego della materia prima.

Il primo Agrifood Insight Summit

Tutti questi sforzi tecnologici troveranno un importante momento di sintesi il prossimo 24 settembre in occasione dell’Agrifood Insight Summit presso BOOM a Osteria Grande (BO).

L’evento sarà l’occasione per i manager del settore lattiero-caseario per confrontarsi su come processi, dati e intelligenza artificiale stiano riscrivendo i margini della filiera alimentare.

Governare la complessità attraverso il dato oggi non è solamente un’opzione tecnologica, ma la condizione necessaria affinché la tradizione del prodotto italiano possa continuare a generare valore in un mercato globale sempre più sfidante.

Iscriviti all’Agrifood Insight Summit

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here