Formaggi italiani bio alla conquista del Messico

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Con 59 milioni di euro, il Messico si posiziona solo al 35esimo posto nella classifica globale del bio in termini di quota di mercato. Il trend è però molto positivo: +12% solo nell’ultimo anno, con una previsione di un +7% medio annuo fino al 2026; consumatori giovani e sempre più attenti a benessere e salute.

Queste alcune delle evidenze emerse dalla survey originale sui consumatori messicani presentata al sesto forum ITA.BIO, piattaforma online curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio.

Numeri da nicchia

Il biologico in Messico è ancora un settore di nicchia, ma ha ampie potenzialità di sviluppo.

Secondo Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio “In Messico il biologico italiano è percepito come sinonimo di alta qualità, in particolare per quanto riguarda i prodotti tipici come olio, pasta, formaggi e vino. In questo contesto la piattaforma ITA.BIO, dedicata all’internazionalizzazione del bio made in Italy, rappresenta un importante strumento di supporto per le imprese che vogliono posizionarsi o incrementare la presenza in questo mercato”.

+14% il numero di aziende bio e +10% le superfici solo nell’ultimo anno, nonostante rappresentino ancora solo lo 0,2% sul totale della superficie agricola complessiva.

Con una spesa pro capite inferiore a 1 euro a persona, il biologico in Messico rappresenta ancora una piccola nicchia di mercato che interessa soprattutto specifici target di popolazione (giovani e famiglie con figli al di sotto dei 12 anni), tanto che la quota di consumatori bio non raggiunge il 30% nelle upper class delle grandi città.

Dimensioni però che sottintendono enormi potenzialità di crescita, supportate anche dal graduale ma costante cambiamento negli stili di vita e nei consumi alimentari. Un percorso verso abitudini più sane, fortemente trainato dal Governo messicano, che negli ultimi anni sta lottando duramente, attraverso divieti e tassazione, per combattere contro uno dei più alti tassi di obesità al mondo.

Il consumatore bio tipo nel Paese centroamericano

Secondo i dati della consumer survey originale di Nomisma – realizzata nel mese di maggio su un campione di popolazione residente nelle principali città e con redditi medio-alti – negli ultimi 2-3 anni il 46% degli intervistati ha aumentato in generale il budget dedicato alla spesa alimentare. Il 36% poi ha speso di più per acquistare prodotti gourmet di importazione e il 28% dichiara di aver incrementato gli acquisti di prodotti di origine vegetale.

Il 72% dei consumatori che acquista prodotti biologici lo fa perché sono più sicuri per la salute, perché possiedono proprietà nutritive migliori (secondo il 54%) e, in generale, perché hanno qualità superiore (37%).

Se è vero che il biologico in Messico passa soprattutto da iper e supermercati generalisti (Walmart, La Comer, Chedraui…) tanto che quasi 2/3 acquista bio principalmente presso questo canale, i ristoranti e i wine bar evidenziano comunque grosse potenzialità. Attualmente solo l’8% ha consumato pasti bio fuori casa, ma dalla fine del 2021 a oggi, i consumi away from home in Messico presentano una tendenza al rialzo costante, con una quota crescente di consumatori che ritiene importante la presenza di ingredienti o piatti bio nel menù di un ristorante. Altri canali di interesse per il biologico sono gli specializzati bio (punti vendita come Hanseakit o Ingredienta) che la consumer base reputa un punto di riferimento.

Più informazione

Per accrescere diffusione, consapevolezza e interesse verso il biologico, è però indispensabile che il consumatore messicano venga informato di più e meglio riguardo le caratteristiche e le garanzie che il bio offre: l’80% degli user bio dichiara infatti di non aver informazioni sufficienti e dettagliate sulle caratteristiche e i valori degli alimenti biologici (quota che supera il 90% per i non user di bio). Nello specifico, solo due su dieci conoscono la differenza tra biologico e convenzionale e più di 1 consumatore su 2 vuole avere informazioni più dettagliate sulla tracciabilità dei prodotti bio e sul legame dieta salutare e sostenibilità ambientale.

Il percepito del Made in Italy bio per il consumatore messicano

Nel percepito dei messicani, l’Italia si posiziona al secondo posto, dopo gli Stati Uniti, tra i Paesi che producono i prodotti alimentari di maggiore qualità. Per il vino l’Italia è sul gradino più alto del podio, davanti a Cile e Francia.

Senza dubbio il Made in Italy bio ha ottime prospettive di sviluppo su questo mercato: 2  consumatori su 3 si dicono certamente interessati ad acquistare un prodotto biologico italiano se lo trovassero presso il punto vendita che frequentano abitualmente. Per gli incerti, il prezzo elevato è l’ostacolo che potrebbe però essere superato grazie a una buona comunicazione e informazioni sul prodotto, in particolare in merito al buon impatto sulla sua salute.

“Frutta e verdura fresca e prodotti di origine animale (latte, carne, formaggi) sono i prodotti bio più acquistati dai consumatori messicani,“ afferma Evita Gandini, Responsabile Market Insight Nomisma S.p.A. “Ma sono formaggi, pasta e vino quelli per i quali il consumatore è più interessato al binomio bio-Made in Italy.”

Per il direttore di ICE Messico, Giovanni Luca Atena “Con un’adeguata campagna di informazione nutrizionale, principalmente legata alla politica del Governo messicano, un’alimentazione più salutare vedrà certamente protagonista il bio italiano sulle tavole dei messicani.”