Il freddo su misura, per tutte le taglie

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Ascoltare le esigenze dell’interlocutore, capire gli spazi a disposizione: Frigomeccanica crea un dialogo con i clienti che le permette di realizzare soluzioni impiantistiche chiavi in mano, totalmente su misura

Oggi Cibus Tec interessa una vasta comunità internazionale che sempre più riconosce l’importanza del territorio in termini di risorse e tecnologie legate all’agroalimentare. Le aziende che hanno scelto di esporre nel 2023 hanno un know how di conoscenze ed esperienze tali da riuscire a proporre soluzioni ad alto valore aggiunto. Tra queste Frigomeccanica di Sala Baganza (provincia di Parma), per esempio, che da oltre mezzo secolo permette all’industria alimentare di trasformare e conservare gli alimenti con il freddo. Dopo quattro anni di assenza, “questa edizione portava su di sé molte aspettative, e anche se la situazione attuale del mercato è un po’ particolare, e magari un po’ difficile per tutti con gli investimenti in fase statica”, noi siamo soddisfatti”, spiega il managing director di Frigomeccanica Andrea Zanlari, che abbiamo incontrato a Parma.

Andrea Zanlari (il primo a destra) ai festeggiamenti dei 60 anni di attività di Frigomeccanica

Ci racconta Frigomeccanica?

Formaggi, carne, pesce, pasta, frutta e verdura: tutto quello che ha bisogno di una trasformazione o della conservazione attraverso il freddo necessita di ambienti controllati in termini di umidità, temperatura, igrometria. Frigomeccanica fornisce impianti chiavi in mano in grado di soddisfare tali esigenze. Piccole, medie e grandi aziende: tutte possono trarre benefici dalle nostre realizzazioni. Perché noi ci consideriamo come “sarti” in grado di costruire impianti per tutte le taglie, su misura per qualsiasi tipo di esigenza. Ma il nostro lavoro non si esaurisce con l’installazione dell’impianto, e prosegue nel tempo con l’assistenza postvendita per consentire ai clienti di trarre il massimo dai loro impianti, mantenendoli sempre al top dell’efficienza.

Il nuovo portale di Frigomeccanica, che consente ai clienti la completa mappatura degli impianti, fa parte del vostro servizio al cliente?

Frigomeccanica ha progettato un nuovo portale collaborativo, con un’area gratuita a disposizione dei clienti i quali possono tenere meglio sotto controllo tutto ciò che avviene nei loro impianti. Per i nostri clienti magari geograficamente dislocati è una possibilità in più per interagire in maniera immediata con noi chiedendo interventi, collaudi, manutenzioni eccetera. In sostanza, questo nuovo portale è un canale privilegiato che mette a disposizione un archivio personalizzato ricco di documenti, fatture, report d’intervento, materiali eccetera. Lo definirei un canale diretto attraverso cui mappare un impianto e procedere in sicurezza alla manutenzione programmata. Qui il cliente trova una descrizione precisa degli impianti, che è la stessa che abbiamo noi in Frigomeccanica, quindi con gli stessi nomi dei componenti e le stesse sigle, attraverso la quale parlare direttamente con noi in una lingua comune.

Come è suddiviso il vostro fatturato tra export e Italia? E quali sono le differenze tra operare in ambito nazionale e internazionale?

Negli ultimi anni il nostro fatturato è più o meno diviso a metà tra export e Italia. Vendere all’estero è più difficile, ma è più facile realizzare i progetti e il credito funziona meglio. Quindi anche se è più complesso trovare il cliente, una volta trovato e coinvolto è possibile portare avanti un progetto in modo più fluido e veloce, senza gli intoppi anche burocratici che spesso caratterizzano l’Italia. Devo ammettere, però, che in Italia Frigomeccanica esegue anche tanti lavori all’interno di strutture in piena attività, quindi è un continuo “attacca, smonta e ricollauda” da un locale all’altro per non fermare la produzione; mentre all’estero operiamo più frequentemente in stabilimenti nuovi dove il lavoro può procedere senza impedimenti.

La genesi di Frigomeccanica è nel comparto carne e salumi, ma nel corso degli anni si è specializzata anche nel lattiero-caseario. Che cosa offrite al a quest’ultimo settore, per esempio?

A livello di impianti, per quello che riguarda il settore latte stiamo lavorando molto su soluzioni impiantistiche che favoriscano il risparmio energetico, focalizzandoci sui nuovi fluidi refrigeranti. Da qui a pochi anni, sulle nuove installazioni l’Unione europea prescriverà l’utilizzo esclusivo di fluidi naturali, o con basso GWP. Sono paletti impegnativi, nei confronti dei quali tutti ci dobbiamo adeguare perché sono necessari per la salvaguardia dell’ambiente. Ma già da tempo Frigomeccanica è impegnata nella progettazione di impianti frigoriferi che riducano gradualmente l’uso dei refrigeranti ad alto potenziale di riscaldamento globale.

Che cosa si aspettano da Frigomeccanica le aziende del settore lattiero-caseario?

Per un settore così energivoro come quello lattiero-caseario, l’aspetto consumi per un costruttore di impianti come noi è fondamentale. In quanto aziende energivore, quindi, quelle del settore latte chiedono soluzioni sempre più green. A Frigomeccanica chiedono impianti efficienti a livello di manutenzione e igiene, lavabili, completamente accessibili, facilmente gestibili, vantaggiosi in termini di ecosostenibilità. Certo sono tutte soluzioni possibili da anni sui nostri impianti, ma oggi noi siamo soprattutto impegnati a renderle più fruibili ai nostri clienti. Visto il costo energetico così elevato, per noi riuscire a fornire impianti che permettano di ridurre la spesa anche solo di qualche punto percentuale fa la differenza.