Il mercato stenta a riprendersi

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I consumi interni di prodotti lattiero-caseari sono stati in affanno per tutto il 2013, e presumibilmente lo saranno anche per il 2014. A salvare il lattiero caseario italiano ci pensa l’export che fa registrare crescite importanti.

ImmagineIl lattiero-caseario è il primo settore dell’alimentare italiano, con un fatturato che sfi ora i 15 miliardi di euro, con un export che aumenta di anno in anno e conta attualmente il 30% della produzione casearia. Ciò nonostante la crisi economica non ha risparmiato il settore. Assolatte lamenta una serie di problemi: il prezzo del latte, uno dei più elevati del mondo; una normativa di settore che imbriglia le imprese; il ritardo dei rimborsi Iva; la pressione del sistema dei controlli; e lo spreco di risorse pubbliche e private destinate a promuovere i prodotti italiani all’estero, senza iniziative e strutture razionalizzate. Nonostante queste diffi coltà il settore lattiero-caseario tiene. Il merito non è certo della domanda interna, costantemente in calo, ma dell’export. Per tutto il 2013, infatti, i consumi di prodotti lattiero-caseario sono diminuiti sia in volume sia in valore, anche se all’interno del comparto si è registrata una dinamica diversifi cata. Secondo dati Ismea, nei primi sei mesi dello scorso anno, si è assistito a una marcata fl essione dei consumi di latte fresco (-4,3% in volume e -7,7% in valore), mentre il latte a lunga conservazione ha registrato un incremento del 2,3% nei volumi a fronte di un -4,4% a valore, a causa delle offerte sempre più spinte, soprattutto in ambito GDO, e dello spostamento verso prodotti di fascia di prezzo inferiore. Le campagne promozionali tra i diversi competitor hanno invece fatto segnare una forte fl essione dello yogurt a volume (-11%) a cui si è contrapposta una tenuta nei volumi venduti (-1%). Nel comparto dei formaggi, sono cresciuti i semiduri (+2,6% in volume) e i freschi (+0,8%), a discapito dei duri (-0,9% in volume). Negative, per tutti i formaggi, le vendite a valore.

ImmagineAnalisi globale

Secondo un’analisi di mercato di Ismea, la seconda metà del 2013 è stata caratterizzata da una vivace domanda internazionale (forte richieste di prodotti lattiero caseari nei Paesi emergenti quali Cina, India, Sudafrica, Russia, Corea del Sud), che ha consentito l’innalzamento dei prezzi del latte alla stalla. Ciò ha innescato una ripresa della produzione che ha compensato il calo dei primi mesi del 2013 causato dalle avverse condizioni climatiche. Dai dati forniti dalla Commissione Europea, si evince che nel mese di dicembre 2013 il prezzo medio del latte alla stalla nell’UE ha raggiunto il livello record di 40,4 €/100 kg facendo registrare una variazione del +18% rispetto allo stesso periodo del 2012. I prezzi delle commodity casearie (polveri e burro) hanno superato anche del 30% i valori registrati nel 2012. Anche i prezzi dei formaggi hanno registrato buone performance, con incrementi che hanno oscillato tra il +8 e il +12% rispetto all’anno precedente. A dispetto della dinamicità del mercato internazionale, il mercato italiano stenta a uscire dalla crisi e a soffrire sono i principali prodotti della tradizione casearia nostrana, con i prezzi che continuano a diminuire da oltre un anno. Il mercato interno è appesantito sia da una domanda domestica che continua a regredire sia dalle scorte che derivano dalle produzioni 2011-2012, periodo in cui i prezzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano hanno raggiunto picchi mai visti prima. Tuttavia, proprio la diminuzione dei prezzi di vendita dei formaggi ha consentito un’ulteriore espansione delle esportazioni. Infatti, nei primi 4 mesi del 2013 l’export dei formaggi e dei latticini è cresciuto del +7,6% in volume rispetto all’aumento di appena l’1% in valore. Si sono avute performance positive in tutti i principali mercati di sbocco. Le prospettive per l’export dei formaggi DOP italiani sono molto ampie sia perché la quota formaggi dell’export rappresenta solo un quarto circa della produzione nazionale sia in funzione dell’aumento dei consumi che si stanno verifi cando in molti Paesi come la Russia, il Giappone, la Corea del Sud e gli Emirati Arabi.

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