Il mercato stenta a riprendersi

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Prodotti caprini, nicchia in evoluzione

Il latte di capra è un prodotto ormai consolidato nell’ambito delle produzioni alimentari dei principali Paesi europei, con la Russia e il Regno Unito in testa. L’Italia, così come la Germania, si colloca nella parte bassa della classifica con soli 4,3 milioni di litri consumati nel 2013 per un valore di circa 12,5 milioni di euro e una flessione rispetto all’anno precedente pari al 3% circa, legata direttamente a una contrazione dell’offerta di prodotti finiti per scarsa disponibilità di materia prima (Fonte: Symphony IRI, AC Nielsen, dati retail). Alla crescita del mercato, infatti, seguita a corrispondere una produzione nazionale di latte inadeguata alle potenzialità dell’industria di trasformazione e della domanda. Le aziende del settore puntano a sviluppare una filiera di latte caprino italiano, a incrementare gli allevamenti e quindi le aziende agricole e di conseguenza la produzione. Rispondere alle esigenze del mercato ha determinato una modifica della tipologia di allevamento e un aumento di interesse verso la produzione di latte a uso alimentare e la sua lavorazione (fresco, UHT, sterilizzato, intero, parzialmente scremato, arricchito ecc.), grazie anche alla potenzialità produttiva di capre selezionate quali la razza Saanen e razza Murciano-Granadina in particolare e alla capacità di queste ultime di sostenere l’applicazione di moderne tecnologie che necessitano di elevata adattabilità, alta produttività, lungo periodo di lattazione.

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Prospettive future

Soprattutto in vista dell’abolizione delle quote latte nel 2015, il mercato italiano sarà sempre più influenzato dalle dinamiche del mercato mondiale: domanda di latte e prodotti lattiero-caseari in continua crescita, offerta non in grado di compensare tale domanda, aumento dei prezzi di tutti i prodotti lattiero- caseari. Le aziende italiane dovranno essere competitive a livello internazionale. Lo saranno probabilmente le imprese di dimensioni adeguate. Sarà sempre più necessario ragionare in un’ottica di competitività di filiera di prodotto: quella dei formaggi, soprattutto Dop, assicura maggiore competitività rispetto a quelle di latte intero in polvere e burro.

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