In rialzo l’export di Grana Padano del primo semestre

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A giugno 2020 l’export del Grana Padano ha fatto registrare un incremento del 4% rispetto allo stesso mese del 2019. Invertita quindi la tendenza in negativo di aprile e maggio, mesi ancora penalizzati dall’emergenza Coronavirus. Il primo semestre dell’anno si chiude, quindi, con un progresso del 3,13% rispetto ai primi sei mesi del 2019.

Nel merito dei singoli sbocchi, in Canada, recuperate le perdite, vi è stato un rimbalzo di oltre il 53%. In Europa le vendite in Svizzera sono aumentate del 10,5%, in Belgio e Olanda del 10%, in Austria del 7,3%, nel Regno Unito del 6,4%. La Francia fanalino di coda con +3,4%. L’export in Germania, prima piazza di sbocco del Grana Padano, ha segnato +3,8% e rappresenta più di un quarto dell’export totale. Le spedizioni in USA e Giappone a giugno 2020 sono calate del 10%.

Positive le vendite in Italia

Il consorzio ha annunciato che a luglio vi è stato un aumento delle vendite di oltre il 20 rispetto a luglio 2019. Da gennaio ad agosto 2020 le “uscite” di Grana Padano Dop hanno così messo a segno un incremento totale vicino al 4%.

«Grazie a questo, i volumi di formaggio nei magazzini – spiega il presidente Renato Zaghini – risultano, oggi, in calo. Questo dato è molto importante e deve essere sempre monitorato. Le scorte, infatti possono crescere per due motivi: un prolungamento della stagionatura della DOP per scelte aziendali o la mancata vendita. Questa seconda eventualità, oggi, non si sta verificando. Ecco perché il CdA ha deciso di offrire ai consorziati la possibilità di alleggerire una delle misure del Piano produttivo 2020 diluendo in due annate il taglio del 3% di produzione che doveva essere applicato quest’anno, come deciso dall’assemblea dei soci lo scorso giugno. Rappresenta un forte segnale di flessibilità sulla base della situazione più favorevole che si è venuta a creare sul mercato. Sappiamo, infatti, che non è così semplice ridurre la produzione e anche che il sistema del Grana Padano ha sempre onorato gli impegni ritirando il latte nelle stalle. In questo modo si viene incontro alle esigenze di tutta la filiera».

Metà della riduzione produttiva 2020 potrà essere posticipata al 2021

Il Consiglio di amministrazione del Grana Padano Dop ha dato il via libera alla delibera che consente di rendere più soft la riduzione del 3% della produzione.

Lo spiega il direttore generale del Consorzio di tutela del Grana Padano, Stefano Berni: «Ogni caseificio che avrà superato il proprio quantitativo di riferimento potrà, quest’anno, ridurre la produzione dell’1,5% anziché del 3%, come inizialmente stabilito, posticipando al 2021 il taglio del restante 1,5%. Chi farà questa scelta dovrà comunicarla al Consorzio di tutela entro l’11 gennaio 2021».

Per l’approvazione definitiva della delibera occorrerà, comunque, attendere l’Assemblea dei consorziati del prossimo dicembre.

«Chi sceglie di posticipare – avverte però Berni – dovrà tuttavia sostenere, sempre il prossimo anno, anche il taglio dell’1% che è stato stabilito per il 2021. Resta comunque l’obbligo di una decurtazione dell’1,5% nel 2020. Complessivamente, ogni caseificio dovrà ridurre la produzione del 4% in due anni»

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