Statistiche FAO: all’Asia il primato della produzione lattiera

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Secondo la FAO (statistical yearbook 2021) nel 2019 la produzione mondiale di latte è aumentata del 52% attestandosi a 883 milioni di tonnellate, in rialzo di 304 milioni di tonnellate rispetto al 2000 (vedi figura sotto).

L’Asia è stata la maggiore area produttrice di latte nel 2019 con una quota del 42% sul totale, davanti a Europa (26%), Americhe (23%), Africa (5%) e Oceania (3%). In particolare, la produzione di latte in Asia è più che raddoppiata tra il 2000 e il 2019, passando da 170 a 369 milioni di tonnellate principalmente grazie al contributo dell’India (108 milioni di tonnellate), che è il maggior produttore con un’incidenza del 21% del totale mondiale nel 2019. Con una quota dell’11%, gli Stati Uniti sono il ​​secondo produttore; gli altri principali produttori (Pakistan, Cina, Brasile, Germania, Federazione Russa e Francia) rappresentano ciascuno dal 3 al 6% della produzione mondiale. La quota combinata dei primi tre produttori di latte è pari al 39% del totale, la stessa del 2018.

Le emissioni di gas serra

Le emissioni mondiali delle aziende agricole (relative alle colture e all’allevamento) sono cresciute dell’11% tra il 2000 e il 2019, a 7,2 Gt CO2 eq (vedi figura). Circa il 55% deriva dall’allevamento e, con 2,8 Gt CO2 eq, le emissioni da fermentazione enterica dei ruminanti incidono per circa il 40% delle emissioni agricole. La fertilizzazione (animale e di sintesi) del suolo ha contribuito a più di un quinto delle emissioni agricole.

Il calcolo delle intensità di emissioni consente di confrontare le prestazioni GHG delle materie prime, in quanto rappresentano un’indicazione dell’efficienza di produzione per ciascuna commodity, per Paese e intervallo di tempo. Come si vede in figura a destra, le materie prime a più alta intensità di CO2 in media sono la carne bovina (26 kg CO2 eq/kg) e ovina (22 kg CO2 eq/kg). Inferiore quella della carne di suino e pollo (rispettivamente 1,5 e 0,6 kg CO2 eq/kg), latte vaccino (0,9 kg CO2 eq/kg), uova (0,6 kg CO2 eq/kg) e riso (0,9 kg CO2 eq/kg). Con 0,2 kg CO2 eq/kg, i cereali escluso il riso hanno l’impatto inferiore di tutte le materie prime. Come si vede nella tabella 56, l’intensità delle emissioni cambia in modo significativo tra le diverse regioni, a causa delle grandi differenze in termini di efficienza produttiva. Per esempio, l’intensità delle emissioni della carne bovina è quasi il doppio della media mondiale in Africa (48 kg CO2 eq/kg) e quasi la metà in Europa (14 kg CO2 eq/kg).