Consumo di zuccheri sotto la lente

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Fotolia_12014527_MUna nuova ricerca condotta dai ricercatori della City University London (Regno Unito) e della University of North Carolina (USA) ha confermato che la dieta globale sta diventando più dolce, soprattutto per quanto riguarda le bevande.

Lo studio, pubblicato su Lancet Diabetes & Endocrinology, ha rivelato che il consumo di bevande zuccherate è in forte aumento nei Paesi a basso e medio reddito, mentre sta calando nelle regioni a reddito elevato che le hanno sostituite con bevande energetiche e sportive. La Germania consuma il maggior numero di bevande zuccherate pro capite in Europa ed è al sesto posto a livello mondiale, superando Regno Unito (29°), Francia (34°) e Italia (37°).

I ricercatori hanno concluso che i governi stiano facendo progressi nel ridurre il consumo di zuccheri, ma che dovrebbero essere introdotte ulteriori misure.

Secondo i dati relativi al 2014 e a 54 Paesi, il Cile si colloca in cima alla classifica per il numero di calorie a testa vendute quotidianamente in bevande zuccherate, davanti a Messico e Stati Uniti, che abdicano dal primo posto saldamente detenuto negli ultimi 15 anni.

In Italia il consumo di bevande zuccherate è sceso da 55,47 chilocalorie a testa al giorno nel 2009 a 49,48 chilocalorie nel 2014 e analoga tendenza si è verificata anche per le bevande energetiche e sportive, passando da 1,83 chilocalorie a testa al giorno nel 2009 a 1,65 chilocalorie nel 2014.

Pur confermando la connessione tra il consumo eccessivo di bibite zuccherate a problemi quali il sovrappeso e il diabete, i ricercatori spiegano che c’è una mancanza di consenso sugli effetti che le bevande con dolcificanti a basso contenuto calorico e i succhi di frutta possono avere sulla salute.

In assenza di un intervento da parte dei governi, i ricercatori prevedono che il consumo aumenterà nel resto del mondo e si avvicinerà alla situazione statunitense, dove il 68% dei cibi e delle bevande confezionati contiene dolcificanti calorici.