Un compleanno importante

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È quello di Mediterranea Biotecnologie, che identifica, sviluppa e customizza colture starter e probiotiche.

Nel 2020 cade il ventennale di Mediterranea Biotecnologie, azienda specializzata in ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di colture starter e probiotiche. Un’occasione per far emergere la salute dell’azienda, la sua vocazione, di cui abbiamo abbiamo parlato con i due soci fondatori: Roberto Gagliardi ed Enrico Biraschi.

Risponde Roberto Gagliardi, amministratore unico e socio fondatore di Mediterranea Biotecnologie

Da che cosa nasce Mediterranea Biotecnologie?

La spinta maggiore è stata di definire, attraverso un progetto imprenditoriale, un nostro modo di essere, di vedere le cose e metterle in atto. Posso dire con orgoglio che quanto abbiamo costruito ci rappresenta pienamente.

Le tappe aziendali più importanti?

Tante. Ma forse una su tutte è aver capito pienamente, poco prima di avviare la costruzione dell’azienda, che era l’inizio di una strada impegnativa, che opzionava una bella fetta della nostra vita professionale e privata. Siamo partiti con tutti gli elementi oggettivi per riuscire: dovevamo solo crederci e lavorare sodo. Tutto ciò non ha eliminato completamente il rischio d’impresa, ovviamente, e abbiamo avuto anche momenti difficili da superare.

Avete in previsione investimenti e interventi riorganizzativi o strutturali?

Abbiamo la fortuna di amare ciò che facciamo e ancora tanti traguardi da raggiungere. Abbiamo una visione imprenditoriale orientata al futuro e direi virtuosa. Tanto che recentemente abbiamo installato una copertura fotovoltaica da 110 kW. Siamo una PMI ad alto contenuto tecnologico e, come tale, contiamo sul to- tale coinvolgimento dei nostri collaboratori. Tutti, nessuno escluso. Ancora di più oggi, per la difficoltà di confronto con scenari di mercato mutevoli e volatili. Il Covid-19 ha solo alzato l’asticella! Dobbiamo lavorare come una squadra efficiente, competente e consapevole dei propri obiettivi.

Quali aspetti hanno determinato le vostre scelte di posizionamento sul mercato?

Il confronto con il mercato mondiale ci ha fatto crescere tanto, non solo in termini di spazi e obiettivi di mercato. Conoscere i mille problemi delle produzioni casearie su vasta scala ha contribuito fortemente a caratterizzare e orientare il nostro sviluppo in termini di gamma produttiva e a farci comprendere come l’innovazione di prodotto e di processo siano armi vincenti. Per quanto piccoli investiamo molto, e continueremo a investire, in ricerca e qualità. La veste internazionale, inoltre, ci ha fatto crescere molto come organizzazione e umanamente.

Come un’azienda orientata all’innovazione affronta il cambiamento?

Integrando il controllo di una catena produttiva che va dallo sviluppo, alla manifattura fino alla commercializzazione, sotto il profilo organizzativo e delle competenze, basandoci su una solida gestione economica. Operando un controllo di gestione che analizza gli scenari attuali, e anche anticipando gli scenari futuri gestendone anche gli imprevisti, cambiando gli equilibri e rivedendo le strategie in corsa. Direi che la “capacità adattativa” è la più importante che una PMI deve sviluppare.

Risponde Enrico Biraschi, direttore commerciale e socio fondatore di Mediterranea Biotecnologie

Mediterranea Biotecnologie accompagna i clienti nella realizzazione dei loro prodotti?

Nel corso di questi 20 anni abbiamo sviluppato una visione strategica volta a valorizzare il più possibile le nostre caratteristiche e competenze rispetto a un mercato sempre più esigente e specializzato.

Analizzando le necessità del nostro mercato di riferimento ci siamo accorti che la nostra offerta andava arricchita con un servizio tecnico che favorisse la percezione degli standard di prodotto e accompagnasse i clienti nello sviluppo prodotti. Tale approccio si è rivelato decisivo per il programma di internazionalizzazione che ci ha portato in breve a consolidare partnership in quattro continenti. Nel riproporre la nostra visione in Paesi tanto diversi ci siamo accorti che spesso mancava l’attenzione alle specificità di ogni mercato. Per questo abbiamo smesso di proporre semplicemente una gamma di prodotti, per quanto completa e ben supportata dal servizio tecnico, e cominciato a costruire l’offerta sulla base delle esigenze del singolo mercato. Questo è diventato il principio ispiratore di ogni nostro progetto commerciale. Gli ingredienti per realizzare un approccio così ambizioso sono stati e sono: selezionare partner locali capaci di condividere la nostra visione; approfondimento delle peculiarità del singolo mercato caseario; realizzare un’attenta segmentazione del mercato; scegliere i segmenti più sensibili alla nostra offerta. Tale strategia ha portato a un’importante crescita e ci ha resi un’alternativa qualificata e conveniente rispetto ai grandi nomi del settore.

Il ventennale fornirà sicuramente nuovo slancio allo sviluppo di prodotti: quali le novità?

Stiamo lavorando a quattro progetti di ricerca, due dei quali rappresentano una diversificazione. Abbiamo potenziato l’attività R&D implementando collaborazioni con centri di ricerca pubblici e privati e professionisti di grande esperienza e prevediamo l’uscita di due nuove linee di prodotti nei primi sei mesi del 2021. Tali progetti rispecchiano la nostra filosofia di sviluppo. Uno in particolare riguarda lo studio di microrganismi di bioprotezione, con l’ambizione di affrontare in maniera diversa e più funzionale un argomento così controverso.

Quale il rapporto col territorio?

Siamo da sempre insediati in un territorio poco conosciuto, ricco di potenzialità spesso inespresse. La tradizione che si respira ci accompagna e guida sin dall’inizio. Siamo sempre stati alla ricerca di collaborazioni sia con le aziende casearie locali sia con esponenti del mondo scientifico e istituzionale, e negli ultimi anni abbiamo instaurato una collaborazione stabile con l’ateneo regionale ed enti di ricerca limitrofi. Inoltre stiamo concretizzando un’iniziativa che ci rende orgogliosi: la realizzazione di un impianto sperimentale per la produzione di yogurt e formaggi all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario di Larino, a 15 minuti dal nostro stabilimento. Un impianto fondamentale per la nostra R&D, a disposizione degli studenti, convinti che lo sviluppo e il progresso sociale passino attraverso l’investimento sui giovani.

Che cosa rappresenta l’estero per voi?

Attualmente rappresenta il 78% del nostro fatturato totale, grazie al grande lavoro di selezione e formazione sviluppato con i partner locali. L’Italia rimane comunque il nostro più importante mercato in valore assoluto, ed è senza dubbio il più qualificante per l’elevato livello di specializzazione degli operatori. Per questo stiamo mettendo a punto nuove iniziative in segmenti specifici.

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