Formaggi dop: missione “rivitalizzazione rurale” partita

82

Tre Dop italiane si uniscono per una grande operazione di difesa culturale e sociale: Casciotta d’Urbino, Piave e Provolone Valpadana. Oltre a contribuire fortemente al fatturato complessivo del settore agroalimentare nazionale, le Dop svolgono un ruolo primario nella tutela della sostenibilità ambientale. Oggi, tuttavia, affrontano sfide sempre più complesse e fondamentali per evitare la dispersione di valore e ricchezza e il drastico spopolamento dei territori.

Sotto l’egida di Aecis

I consorzi di Casciotta d’Urbino, Piave e Provolone Valpadana si uniscono con l’obiettivo di rafforzare la filiera, dall’allevamento alla tavola, e rilanciare la zootecnica in una rivitalizzazione dei territori anche interni, sempre più preda di desertificazione economica, culturale e sociale. L’unione avviene sotto l’egida di Aecis, l’associazione Europea di Cultura Innovazione e Sostenibilità, il cui principale obiettivo è quello di cogliere la sfida della transizione verso sistemi alimentari sostenibili. L’associazione si propone di sviluppare diverse azioni, a carattere divulgativo, formativo, scientifico, che abbiano come denominatore comune la correlazione tra lo sviluppo dei regimi di qualità europei e la capacità effettiva delle filiere agroalimentari di implementare principi e pratiche quotidiane della sostenibilità, anche misurandone la relativa attuazione.

Modesto De Cet, presidente del Consorzio di Tutela del Formaggio Piave, ha commentato: “La provincia di Belluno è attraversata da un doppio fenomeno di spopolamento a causa della crisi demografica e per le importanti migrazioni degli ultimi anni fuori provincia. La presenza di attività produttive legate alla filiera del Piave Dop ha un’importanza rilevante in questo contesto socio demografico: mantiene attiva la presenza dell’uomo e consente il ricambio generazionale, migliora il contesto paesaggistico altrimenti in lento degrado e mantiene in equilibrio il delicato ecosistema montano. A queste misure di salvaguardia si uniscono una serie di buone pratiche economiche, culturali e sociali: primo fra tutti garantire un reddito dignitoso per gli allevatori, la promozione delle antiche tradizioni locali e del made in Italy in tutto il mondo”.