Latte con tracce di fertilizzanti

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Ancor più risoluto il CEO di Westland Milk Products Rod Quin che dichiara: «Mentre siamo assicurati da autorità sanitarie indipendenti e dal Governo neozelandese che le tracce di DCD rilevate non costituiscono un rischio sanitario, siamo coscienti che per tutti i consumatori ogni eventuale presenza è ritenuta indesiderabile». Ribadisce il criterio delle tracce insignificanti il direttore generale del ministero delle Industrie primarie Waine McNee: «Il rilevamento di modesti residui di DCD non presentano rischio sanitario alcuno, perché la stessa DCD non è velenosa». Proseguendo McNee dice che la Commissione Europea (?) ha fissato limiti di accettabilità giornaliera (ADI) ben maggiori rispetto a quelli rintracciati in Nuova Zelanda e che, una persona di 60 kg dovrebbe bere più di 130 litri di latte liquido o consumare 60 kg di polvere di latte per arrivare ai limiti europei, senza avere alcun effetto sulla salute. Il ministero delle Industrie primarie limita anche il numero dei utilizzatori del fertilizzante in questione a un massimo del 5% dei produttori latte neozelandesi. Il portavoce della Federazione dei Produttori latte, William Rolleston, parlava apertamente di speculazioni irresponsabili: «come si volesse incendiare un teatro stracolmo di gente». In realtà le polemiche non mancavano. Secondo alcuni infatti, le prime analisi positive effettuate da Fonterra risalivano alla primavera 2012 e sarebbero state tenute riservate sino a novembre, dopo il lancio del proprio fondo di finanziamento di 525 milioni di $NZ.

La DCD e l’EFSA

Secondo la pubblicazione OECD-SIDS per la diciandiamide non sono disponibili dati specifici relativi al metabolismo umano. La DL50 per la femmina dei ratti è superiore a 30.000 mg/kg/peso corpo. A oggi risultano solo due interventi di EFSA sulla diciandiamide, peraltro non legati direttamente al consumo “diretto” di alimenti. Nella redazione dei pareri scientifici EFSA gli esperti dei Panel hanno citato talvolta la DCD. Efsa Journal (2004) 36, 1-6. Parere scientifico del gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari, aromatizzanti, coadiuvanti tecnologici e materiali di contatto. Creatina monoidrato per particolari impieghi nutrizionali e nell’uso alimentare. A pag. 4 di 6, si riporta: “La dose tollerabile giornaliera (TDI) di 1 mg/kg/peso corpo è stata stabilita per la diciandiamide usata come monomero per i materiali d’imballaggio (SCF 1995)”. Efsa Journal (2009) 988, 1-30. Parere scientifico del gruppo di esperti scientifici sugli additivi, prodotti o sostanze usati nei mangimi. Sicurezza ed efficacia dell’acido guanidinoacetico (GAA) come additivo alimentare per i polli da ingrasso. A pag. 24 di 30, in merito alle impurità presenti nel GAA si riporta: “la dose accettabile giornaliera (ADI) della diciandiamide è di 1mg/kg/peso corpo. Questo dato potrebbe essere assunto come dosaggio provvisorio di assunzione giornaliera (PTDI)”. In conclusione, la DCD, pur essendo una sostanza con tossicità molto bassa, quasi priva di rischi sanitari, non è mai stata considerata dagli organismi di sicurezza alimentare europei la sua presenza negli alimenti umani.